Andrea Canevese

Perchè amo le moto? Basta guardarle per aver la risposta... e comunque in ogni tempo, ci sono ascese e cadute; il cuore resta cieco, ma vede meglio di ogni altra cosa! Fa che sia il tuo cuore a scegliere la meta, e la ragione a cercare la via... ma sempre su 2 ruote.

MotoGP, in Qatar brillano Yamaha e Dovizioso

E’ ripartita la stagione, l’abbiamo aspettata (come ogni anno del resto) per tutto l’inverno e finalmente siamo di nuovo in quella parte dell’anno con le gare di moto. Le aspettative ogni anno sembrano sempre elevate, almeno un po’ più elevate della stagione precedente. Se il prologo della nuova stagione è quello che abbiamo visto in Qatar, penso assisteremo ad una stagione decisamente avvincente.

A voi è piaciuta la gara? A me si, indiscutibilmente. Prodigioso il debutto di Vinales, orgogliosa la Ducati di Dovizioso, Highlinder il quasi quarantenne Valentino Rossi. Ingredienti per un podio che alla fine parla prevalentemente italiano, e lo fa a gran voce sia con 2 piloti su 3 che con 1 moto su 3.

Yamaha, sembra la più completa nel pacchetto moto-pilota

La Yamaha va forte, cavoli se va forte, sia sul dritto che nelle parti guidate. Sembra dimostrare forza nei cavalli con una maneggevolezza da ballerina. Il tema gomme cerca sempre di prendere il grosso della scena, Valentino ha lamentato poco feeling con l’anteriore e le cadute (anomale a dir la verità) di Iannone e di Zarco (altro fenomeno?) sembrano confermare l’ipotesi. Certo, chi può dire quanto effettivamente hanno influito sui risultati l’umidità e le condizioni di scarsa aderenza?

Ducati, che divario tra i due piloti ufficiali

Quello che ha colpito tanto e tutti è il forte contrasto tra la prestazione di Dovizioso e quella del neo team-mate Lorenzo. Se il forlivese si è di fatto giocato la vittoria, lo spagnolo ha remato nelle retrovie dall’inizio alla fine. Le difficoltà emerse già nei primi test si sono confermate nella dura realtà di Losail. Bisognerà inventare qualcosa di importante per risollevare il mondiale del nr. 99.

Aprilia, una grande rientro

E poi voglio dire qualcosa su Aprilia. Ragazzi, se quel diavolo di Espargaro riesce a far andare la moto di Gresini in questo modo anche sugli altri circuiti, avremo di nuovo un’altra casa italiana (e storica) in un mondo che ne ha sentito la mancanza per tanto tempo. Bello, bello, bello. Se migliora anche la telecronica di Meda siamo a cavallo…

fonte immagini: motogp.com

News MotoGP, il calendario della stagione 2017

Riparte la MotoGP stagione 2017, e lo fa come ormai consuetudine dalle polverose curve del Qatar. Come ogni anno l’aspettativa sul livello di spettacolo è altissima e come ogni anno speriamo di poter assistere alla miglior stagione di sempre, anche perchè quella 2016 è stata decisamente generosa con 9 piloti su quattro marche diverse (Honda, Yamaha, Suzuki e Ducati) che hanno vinto almeno una gara nella stagione.

Motogp 2017 calendario

Le parole di Carmelo Ezpeleta, numero uno della Dorna, racchiudono il sentimento di ogni appassionato: “Questo mondiale sarà più bello del precedente e più brutto del prossimo». Come dire che il lavoro degli organizzatori è incessante e sempre rivolto alla ricerca del massimo livello di spettacolo possibile.

Si riparte Domenica 26 marzo sul circuito di Loasil in Qatar. Ecco gli orari per seguire le gare:

ore 17:00 Moto 3 – Gara diretta Sky
ore 18:20 Moto 2 – Gara diretta Sky
ore 20:00 Moto GP – Gara diretta Sky
ore 20:00 Moto 3 – Gara differita Tv8
ore 21.15 Moto 2 – Gar differita Tv8
ore 22:15 Moto GP – Gara replica Sky
ore 23:00 Moto GP – Gara differita Tv8

Calendario completo della nuova stagione 2017 MotoGP:

 

Max Biaggi, il Campione ha sempre fame

Vai forte a chiacchiere… Guardatevi l’inizio di Rocky 4, c’è Apollo che parla con Rocky e gli dice: “No Stallone, tu credi di cambiare, ma non puoi cambiare quello che sei in realtà. Noi siamo nati con l’istinto omicida e non è una cosa che si può spegnere o accendere come una radio. Dobbiamo restare sempre al centro della mischia perchè siamo dei combattenti. Senza lo stimolo di una sfida, il guerriero può anche morire!

Chissà se a Max Biaggi piacciono i film di Rocky, del grande campione che è venuto dal nulla ed è salito in cima al mondo. Di certo, il messaggio di Apollo al suo grande amico e rivale rispecchia in parte la grande impresa che il pilota romano ha fatto nel suo weekend SBK a Misano. O almeno, se fossi io Max mi sentirei proprio come Apollo che non vuole, per nessun motivo, ignorare il fuoco che gli brucia dentro.

Pronti via e venerdì Max è davanti a tutti. Io ci ho creduto per un momento che potesse trasformare in realtà il sogno di rientrare dopo 2 anni e mezzo di solo commento tecnico, e pettinare per benino tutta la compagnia. Non credo del resto di essere l’unico su questo pianeta a considera Max Biaggi più forte di tanti dei piloti che oggi popolano la griglia di partenza del Mondiale SBK. Chiariamo, non voglio sminuire né togliere nulla a nessuno, ma il talento di Max credo sia merce rara, con pochi casi di similitudine tra i colleghi attuali.

Una prestazione da ricordare, comunque

Vittoria si vittoria no, podio si podio no, la prestazione di Max durante tutto il week end è stata di quelle da ricordare. E di quelle che fanno anche riflettere sulla bellezza di questo sport (se mai ce ne fosse bisogno, intendiamoci).

Uno sport che necessita di tante cose. Il talento certo, quello non può mancare perché altrimenti mai potresti guidare la moto come fanno questi grandi campioni. Ma è evidente che lui da solo non basta. Dietro ai successi e alle performance di qualunque pilota c’è la preparazione, atletica e mentale. E diciamola tutta, nonostante i suoi 44 anni di età, Max ha dimostrato di averne ancora tanta.

È mancata probabilmente soltanto un po’ di attitudine alla gara, quella che ti fa partire al meglio al via senza rimanere intruppato nel groppone, quella che ti consente di prendere il ritmo di gara il più rapidamente possibile e non perdere così il treno dei più veloci. Insomma, l’abitudine a sgomitare in mezzo ad altri avversari, al contatto praticamente costante con il limite, sia quello del pilota che quello della moto.

Max, nel weekend di Misano è stato ben al di sotto di quel limite, giustamente ed intelligentemente, a mio avviso: “…da quando provo questa moto non sono mai caduto una volta. A volte cadere, fare una scivolata, non è proprio un male, perché ti aiuta a capire dove sia il limite tuo e della moto. Io non ho cercato il limite mio e della moto. Non sono più un pilota professionista che corre stabilmente nel Mondiale e quindi ho spinto certamente al massimo, come tutti i miei avversari, ma probabilmente non al limite.

A Max Biaggi…

È stato veramente bello Max vederti tornare sulla griglia di partenza del Mondiale. Lo dico da appassionato di moto e da inguaribile tuo fan fin da quando vincevi il primo titolo (conservo gelosamente la tua foto con dedica che tuo papà diede a mio papà credo almeno 20 anni fa in un bar di Roma). Però devo essere onesto, e concordare con il buon Zamagni, quando dice che probabilmente i tuoi due sesti posti hanno di fatto salvato un campionato che altrimenti avrebbe pagato un ulteriore smacco circa il livello generale dei piloti.

E allora grazie due volte, per lo spettacolo che hai saputo dare e per l’attenzione mediatica che spero la SBK non perda mai.

Sei Grande, Campione!

Marc Marquez, la forza mentale di un pilota

Lo sport in generale riserva sempre sorprese e stravolgimenti. Lo insegna la storia e non solo quella del nostro meraviglioso sport, il motociclismo. In tutte le discipline l’imprevedibilità degli avvenimenti sportivi è pressochè una costante. Mi riferisco in particolare a quella particolare incognita costituita dalla forza mentale dell’atleta, del pilota nel nostro caso.

Oggi in Spagna nel GP di Catalunya Marc Marquez ha dimostrato ancora una volta cosa può fare la testa quando la pressione, la foga, la classifica, non parlano la lingua che vorremmo sentir parlare. Del resto questa stagione 2015 si sta rivelando una vera bestia nera per il fenomeno della Honda, che sta facendo i conti con il terzo “zero” in un campionato che, anche a detta sua, sembra già precluso (per lui ovviamente).

La gara è stata abbastanza noiosa, va detto. La colpa però questa volta è delle cadute, o meglio della pista che con l’innalzamento delle temperature, è diventata più scivolosa. Marc anche oggi è incappato nell’errore, quando in realtà motivo di forzare non c’era perché era attaccato al suo rivale, Jorge Lorenzo vincitore per la quarta volta consecutiva, e ne teneva il ritmo apparentemente senza troppe difficoltà. Un errore con la E maiuscola, perché davvero tutto imputabile a lui stesso, nessuna scusa.

Secondo me è proprio un problema di testa. E non è certo il primo che ne è afflitto: tutti i grandi campioni, chi più chi meno, chi prima chi poi, hanno attraversato il classico momento buio, quel periodo assurdo in cui sembra che tutto quello che riuscivi a fare prima, ora sia irrealizzabile.

Non è che Rossi e Lorenzo non erano più capaci di guidare. L’avvento di un altro pilota che vince a mani basse crea nella mente del pilota una specie di soggezione, una momentanea carenza di fiducia in sé stesso e nella propria forza. In questi momenti serve un lavoro più sulla testa che sul fisico o sulla moto. E sicuramente Marc saprà tornare alla concentrazione necessaria per vincere.

Ora il distacco dal leader, il nostro Valentino Rossi, è pesante, di quelli che evocano il grande freddo a -69. Lui, Marc, la da già per persa, ma io sinceramente non ci credo.

Marco Melandri torna in MotoGP, ovviamente con Aprilia

Marco Melandri rientra alla grande nello show della MotoGP, un ritorno alle origini si potrebbe anche dire, visto che le porte che lo hanno riaccolto sono proprio quelle del team Aprilia di Fausto Gresini.

Dopo quattro stagioni nella categoria delle derivate di serie nelle quali non è riuscito ad esprimere tutto il suo talento, il ravennate rilancia se stesso con una nuova ambiziosa sfida: “Ho vinto meno di altri piloti per un insieme di concause – spiega Melandri – sono stato tante volte al posto giusto nel momento sbagliato e spesso prima che il team mi seguisse sono stato criticato duramente.”

Si riparte dunque quasi da zero, ma la motivazione non manca: “All’inizio sarà difficile ma lavorerò con Aprilia per far crescere la moto e sarò sicuro che di più non c’è. Questa è una grande motivazione. Quello che mi è mancato sempre in passato è cucirmi una moto addosso per fare l’ultimo piccolo step e giocarmi veramente il mondiale.”

European Bike Week, il più grande evento motociclistico in Europa

European Bike Week dal 2 al 7 settembre

È fissato dal 2 al 7 settembre la 17esima edizione della European Bike Week, il più grande evento motociclistico in Europa, che si terrà nel pittoresco villaggio sul lago di Faaker See, in Austria, nella regione carinziana di Villach a pochi chilometri dal confine italiano di Tarvisio, e che ospiterà oltre 100.000 biker da tutto il mondo.

Una sfilata di Harley-Davidson lungo le strade della Carinzia

Nato nel 1998, la European Bike Week chiude di fatto la stagione di eventi targati Harley-Davidson: cinque giorni e cinque notti di musica dal vivo, grande intrattenimento, affascinanti tour in moto alla scoperta dei percorsi locali della Carinzia. Le sponde del lago di Faaker See si trasformeranno in un grande teatro di eventi, aperto a tutti gli appassionati.

Centro di attrazione principale però rimane l’Harley-Davidson Village, un enorme spazio espositivo allestito, in anteprima assoluta, con i nuovi modelli della gamma moto Harley-Davidson 2015. Proprio le moto della casa di Milwaukee daranno spettacolo nella tradizionale parata del sabato pomeriggio, nella quale 75.000 HD sfileranno lungo le strade della zona del raduno, da Faaker See a Firkenstein, attraversando il centro di Villach fino a Ossiach, tutto attorno a Ossiacher See fino a Rosseg e di ritorno a Faaker Seecon.

Nuovo Codice della Strada, in autostrada e tangenziale con il 125

Accesso in autostrada e tangenziali anche ai 125

Entro fine luglio la Commissione Trasporti dovrà presentare al Governo il testo del nuovo codice della strada, il quale dovrebbe, almeno nelle premesse, apportare numerose novità direi epocali, soprattutto in tema di circolazione su autostrade e tangenziali. Sembra infatti che proprio ieri sia stata confermata la notizia dell’approvazione dell’emendamento che consente l’accesso a moto e scooter da 125 cc, guidati da maggiorenni, su tangenziali ed autostrade.

in autostrada con il 125

Il nuovo codice della strada, una necessità non più rinviabile

È quanto conferma anche Diego De Lorenzis, giovane deputato salentino del Movimento 5 Stelle, che ha preso attivamente parte a questa importante attività: “La revisione completa del Codice della Strada era una necessità non più rinviabile: dopo mesi di discussioni, verifiche e confronti, l’obiettivo di arrivare ad uno strumento più agile, moderno e funzionale è ormai raggiunto. […] la scelta di eliminare la soglia dei 150 cc per l’accesso delle due ruote su tangenziali ed autostrade. Una proposta arrivata dal collega Garofalo del Nuovo Centro Destra, sulla quale abbiamo concordato senza pregiudizi“.

Finalmente dunque si potrà percorrere la rete autostradale e le tangenziali anche con veicoli di cilindrata 125. Diciamo finalmente perchè il limite imposto a 150 cc era ormai decisamente anacronistico. Non si ha ancora certezza però della data dalla quale il provvedimento sarà operativo: “Ci sono da rispettare i tempi tecnici” prosegue De Lorenzis. “L’emendamento verrà inserito nella Legge Delega che presenteremo al Governo e che sarà poi sottoposta al voto delle aule parlamentari. Tutto dipende dalla calendarizzazione dei lavori: il Governo potrebbe anche sfruttare una corsia preferenziale, ipotizzando ci sia una maggioranza trasversale favorevole all’approvazione del Nuovo Codice“.

Suzuki in MotoGp, definiti i nomi dei piloti

Davide Brivio e Suzuki, il binomio per il rientro in MotoGP

Il progetto di rientro del marchio Suzuki in MotoGp procede nella direzione che i vertici dell’azienda e Davide Brivio hanno impostato mesi fa, con un grande lavoro di sviluppo della moto (guarda i video dei test). Sembra che ora si siano definiti anche i nomi dei piloti che saliranno in sella alle XR-X1 nella prossima stagione.

i piloti per il rientro Suzuki in Motogp

Mercato piloti MotoGP, il mosaico è quasi definitivo

In questi giorni in cui il mercato piloti è l’elemento di principale interesse (visto che le gare ormai generano ben poche emozioni…), si sono definiti parecchi tasselli importanti, tra cui le conferme di Pedrosa in Honda, di Rossi e Lorenzo che restano con la Yamaha, e del trio dei ducatisti Dovizioso, Crutchlow e Iannone.

I piloti Suzuki nella stagione 2015

Anche Suzuki quindi ha potuto procedere con l’individuazione e la quasi formalizzazione dei propri piloti: i nomi di Aleix Espargaro e Maverick Vinales infatti dovrebbero essere praticamente definitivi. Nomi niente affatto secondari se pensiamo che il primo è campione della categoria CRT dello scorso anno e primo della categoria Open di quest’anno, mentre il secondo è Campione del Mondo in Moto3 nel 2013 e attualmente terzo alle spalle di Rabat e Kallio nel mondiale Moto2.

La Suzuki XR-X1 debutterà quest’anno a Valencia, in occasione dell’ultimo GP stagionale. E poi via con le ultime modifiche primi dei test collettivi 2015.

Marc Marqeuz dominatore potrebbe chiudere il mondiale ad Aragon

Marc Marquez, la sua stagione da record

Una stagione così non si era mai vista. Un solo pilota capace di monopolizzare i primi 8 gran premi, un punteggio in classifica mondiale così rotondo da far invidia a Giotto. 200 punti significa 8 vittorie su 8 gare disputate. Se a Barcellona e ad Assen non avesse “sbagliato” la Q2, l’en plain si sarebbe esteso anche alle pole position.

Marc Marqeuz dominatore potrebbe chiudere il mondiale ad Aragon

Ma alla fine allora, è un campionato che ci piace oppure (e lo direi con estremo rammarico) il predominio assoluto del nr 93 della Honda non fa altro che ammazzare ulteriormente uno spettacolo già non troppo vigoroso?

Parliamoci chiaro, lungi da me sminuire la portata dell’impresa di Marc Marquez. Credo sia il campione più talentuoso che si sia mai visto nella storia della MotoGP e del motociclismo in generale, probabilmente anche più di Valentino Rossi. Certo però che se già i pronostici (di questi tempi difficilmente smentibili) parlano di un Marquez vincente anche in Germania, cosa si può fare per tenere alta l’attenzione del grande pubblico?

I sostenitori dello show a tutti a costi diranno che anche il solo vederli guidare è uno spettacolo unico al mondo. Verissimo, ma volete mettere con qualche bella sportellata e con duelli all’ultimo colpo (lecito) come ai bei vecchi tempi?

MotoGP 2014, un campionato nel campionato

Il Campionato degli altri, quelli che fanno un altro sport, ormai è diventato realtà e non solo una virtuale classifica nella classifica: Valentino Rossi arriva in Germania fresco del rinnovo biennale che lo lega alla Movistar Yamaha MotoGP sino alla fine della stagione 2016. Attualmente, condivide a quota 72 punti la seconda piazza della classifica iridata con il compagno di squadra di Marquez, Dani Pedrosa. Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo faranno il possibile per dare continuità al bel risultato di Assen (il primo, quello sulla Ducati) e per provare a dare una svolta ad una stagione dai toni decisamente cupi (il secondo, quello sulla Yamaha nr 99).

Staremo a vedere che succede, appuntamento per questo weekend sia su Sky che su Cielo.

Marco Melandri, sfortuna e rammarico a Portimao

Una straordinaria rimonta in gara 2 a Portimao

Quando ieri finalmente ho visto Marco Melandri prendere in mano la gara e dare inizio a quella straordinaria rimonta ho pensato che quello era ciò che Macio dovrebbe far vedere sempre. Cerrto, la situazione era quantomeno anomala, con la pioggia, però dai, nessuno può negare che in quei giri Melandri aveva il pieno controllo di tutto, moto, avversari, cronometro, gomme.

FIM Superbike World Championship - Marco Melandri

E poi, il fattaccio. Che per l’ennesima volta toglie di scena Marco incolpevolmente, negandogli quel sano benessere fisico e mentale che ogni vittoria infonde nei piloti, a maggior ragione quando sono ancora pienamente in corsa per un titolo mondiale importantissimo a livello di carriera.

Un weekend in salita che poteva regalare una doppietta

Il weekend di Portimao non era iniziato sotto i migliori auspici, il setting della moto in condizioni di asciutto faceva faticare molto il nr 33, che in effetti in gara 1 ha sofferto non poco, chiudendo alla fine in quarta posizione. In gara 2 invece le cose potevano cambiare, e lo stavano anche facendo: i due piloti Aprilia giravano addirittura 1 secondo e mezzo più veloci di Jonathan Rea, e questo non fa altro che aumentare il rammarico per la grossa occasione sprecata (vista anche la scarsa prestazione di Sykes).

Rammarico che ovviamente pervade le parole del Campione ravennate, intervistato subito dopo il rientro al box: “È davvero un peccato, dopo aver sfiorato il podio in Gara1 avevo il ritmo per rifarmi sotto la pioggia di Gara2. Purtroppo è andata nel modo peggiore, mi dispiace perché potevamo concludere bene una grande rimonta. Sicuramente un’occasione persa, ma anche la conferma del fatto che io ed il mio team continuiamo a lavorare sempre con il massimo obiettivo. Avremo modo di rifarci nelle prossime gare.

Appuntamento con la SBK a Laguna Seca

E allora dai, forza Macio. Questo è l’approccio del campione, si gira pagina al volo e si riparte con la convinzione che si possa fare meglio. Il campionato è ancora aperto (qui c’è la classifica aggiornata dopo Portimao) e i mezzi per contrastare Tom Sykes ci sono. Appuntamento a Laguna Seca il prossimo weekend.