Nolimits biker

X-treme enduro con la KTM 1190R Adventure

Avete appena comprato la vostra nuova Ktm 1190 R Adventure e vi sentite già padroni del mezzo? Ecco allora come tornare sulla terra e capire davvero cosa potreste fare con il vostro nuovo giocattolino…

X-treme enduro con la KTM 1190R Adventure

Certo, non basta entrare dal concessionario, infilare la testa nel casco e partire alla volta di qualche sentiero su per le montagne. Ci vuole altro, forse chiamarsi Chris Birch, essere il campione di X-treme Enduro nonchè il vincitore della durissima RedBull Romaniacs, potrebbe essere un inizio.

Ecco cosa si può fare in sella a una KTM1190 Adventure R totalmente di serie

Eroica in moto, la classica per gli amanti dell’enduro vintage

Tutto pronto per l’edizione 2014 della Eroica in Moto, la manifestazione classica Toscana che richiama numerosi amanti delle moto enduro vintage.

Eroica in moto, la classica per gli amanti dell'enduro vintage

Sono aperte le iscrizioni per la nuova edizione, che quest’anno andrà in scena dal 16 al 18 maggio lungo un percorso di 200 km, metà asfalto metà strade bianche, attraverso i magnifici paesaggi fra il Chianti e la Val d’Orcia. L’Eroica in Moto non rinuncia alla sua tradizionale scenografia: partenza in vero stile rally con pedana e fotografi, prove speciali e controlli timbro. Insomma, una piccola Dakar attraverso i nostri territori ricchi di storia e fascino.

Due le categorie di moto ammesse alla manifestazione: le protagoniste, “Epiche” (omologate fino al 31 dicembre 1999), e le ospiti, “Nuovo Millennio” (omologate dal 1° gennaio del 2000 – con pettorale dal numero 2000 in su).

L’Eroica in Moto è come sempre a numero chiuso, pertanto chi vuole parteciparvi dovrà sbrigarsi a formalizzare la sua iscrizione. Le prenotazioni sono partite il 1 marzo per coloro che hanno già partecipato, mentre per tutti gli altri la data da segnarsi è quella del 21 marzo. Trovate tutte le info dettagliate e il programma della manifestazione sul sito dedicato: www.eroicainmoto.it

Jasyn Roney e il suo salto in moto da record: 50,9 metri

Jasyn Roney ha solo 9 anni ma è già detentore del nuovo record mondiale di salto in moto da 65cc, un volo di 50,9 metri con la sua Kawasaki KX65 che sbaraglia il precedente primato del compianto Tyrone Gilks.

 

Jasyn Roney e il suo salto in moto da record: 50,9 metri

 

È un piccolo prodigio Jasyn, australiano, in sella dalla tenera età di 2 anni e già impegnato nelle competizioni da quando di anni ne aveva 5. Tra una gara e l’altra il piccolo biker ama esercitarsi anche nelle evoluzioni più disparate, come il salto.

 

Ecco il video di questo emozionante:

 

http://youtu.be/4r-bRPpcUFM

 

 

Red Bull X-Fighters 2014, calendario definitivo

Ufficializzato il calendario definitivo del campionato Red Bull X-Fighters 2014, l’evento di freestyle motocross che ormai da quattordici stagioni si conferma come il più seguito del mondo.

 

Red Bull X-Fighters 2014, calendario definitivo

 

La stagione 2013 è stata davvero emozionante, equilibrata ed incerta fino alla fine, dato che quattro gare hanno avuto un vincitore diverso. Alla fine l’aveva spuntata il francese Thomas Pagès davanti al “veterano” Dany Torres.

 

Anche quest’anno il torneo sponsorizzato dalla bevanda energetica per eccellenza, promette grande spettacolo, con evoluzioni al limite dell’umano (e della fisica) e un calendario che vedrà il rientro in Sud Africa a Pretoria e la new entry di Monaco di Baviera. Escono invece di scena gli appuntamenti di Glenn Helen (spettacolare per la serie di salti e per il caldissimo pubblico americano) e di Dubai, famoso per l’arena a due passi dal deserto.

 

Ecco dunque il calendario 2014 che vedrà il via del Campionato il 14 marzo in Messico, il 25 maggio si vola verso il Giappone per la sfida di Osaka e un mese dopo si approda nel vecchio continente con lo spettacolo di Las Ventas a Madrid. Da qui, sempre in Europa, si passerà alla new entry assoluta, quella di Monaco il 19 luglio ed infine Il 23 agosto il tour terminerà a Pretoria, in Sud Africa. Ne vedremo delle belle!

Adventure Rally in Sierra Nevada

Sulle pagine di brembremracing.com vi proponiamo alcuni scatti pazzeschi che ci raccontano l’Adventure Rally in Sierra Nevada, un ride in moto lungo le piste più affascinanti del mondo.

 

Adventure Rally in Sierra Nevada

 

Oggi sono molti i modelli di moto sul mercato che con i loro nomi rievocano il vero spirto adventure che in fin dei conti alberga in ogni motociclista. Quando questo, da semplice rievocazione di nome, diventa anche vera e reale situazione di fatto, allora si può apprezzare il vero potenziale di pilota e mezzo, impegnato in ride mozzafiato e in completamente immersi nella natura. È questo il caso del Cycle World Adventure Rally Sierra Edition, un ride tenutosi lo scorso autunno nelle montagne della Sierra Nevada vicino al Parco Nazionale di Yosemite in California. Un piccolo gruppo di alcuni tra i più talentuosi e appassionati piloti di avventura che hanno deciso di affrontare questo fantastico viaggio.

 

“Abbiamo ripercorso alcune delle più belle strade e piste asfaltate e sterrate di tutto il mondo, raggiungendo anche le vette innevate. Potevamo decidere dove andare, ovunque volessimo, l’importante e fare rientro entro le 16.00, per pianificare la tappa successiva”, ha spiegato uno degli organizzatori. L’emozione dell’avventura unito alla estrema sensazione di libertà hanno fatto il resto.

 

Un viaggio davvero incredibile come testimoniano le stupende foto che qui vi riproniamo:

 

Jorian Ponomaref, nuovo video al campetto

Jorian Ponomaref è uno dei più talentuosi stunt rider a mondo e capire il perchè risulta molto semplice guardando la perfezione delle sue evoluzioni in questo ultimo video girato in un campetto sportivo.

 

Jorian Ponomaref, nuovo video al campetto

 

Controllo, equilibrio, fantasia, sono questi i principali ingredienti dello show di Jorian, che si esibisce per tre ragazzotti increduli davanti alle pazzasche manovre esguite. Il funambolico stunt francese ci da quindi l’ennesima dimostrazione del suo talento, non solo a bordo di una potente 4 cilindri, ma anche in sella ad una piccola bike elettrica. L’unica regola? Non tenere mai due ruote a terra contemporaneamente

 

A voi il video:

 

Dakar – Paris – Elefantentreffen

13.000km, 45gg, 9 stati, 1 moto

 

Dakar Paris Elefantetreffen

 

Cosa può spingere un “ragazzotto” comasco ad avventurarsi in un giro così impegnativo? Un po’ di pazzia, la voglia di avventura, ma soprattutto una grandissima passione per la propria moto e per le emozioni che solo un viaggio così introspettivo può trasmettere.Nell’organizzare questo tour, piano piano diversi sponsor gli si sono affiancati, e gli hanno permesso di avere tutto ciò che di strumentale gli poteva servire.
Per il l’energia e il sentimento invece ci ha pensato lui, avendone già da vendere!

 

Partenza giovedì 19 dicembre da Como, diretto a Genova per imbacarsi verso l’Africa!Direzione Tangeri, da li attraverso Marocco e Mauritania, il buon Maurizio raggiungerà Dakar, per poi tornare, attraverso le colonne d’Ercole, in Spagna, Francia, Germania e Austria.
Per non farsi mancare niente, dopo qualche migliaio di chilometri in mezzo al deserto e al caldo, e dopo aver provato i climi maditerraneo-europei della Spagna, perchè non fare una capatina sotto la Tour Eiffel e poi campeggiare una notte in mezzo a quei simpaticoni dell’Elefantentreffen a Solla?
A chi gli domanda: “perchè?” lui candidamente risponde “che ne so?”, e io aggiungo: “infatti, perchè no?”.
Dakar Paris Elefantetreffen Itinerario

 

Maurizio potrà vedere posti che noi potremo solo vagamente assaporare nei filmati di qualcun altro, o nella nostra immaginazione.
Spero di vedere quante più foto e video potrà caricare sul suo blog (http://www.maurizioriva.it/) per poterlo seguire passo-passo nel suo percorso.
Un pizzico di sana invidia e un bel po’ di ammirazione per questo viaggio mi porta a fargli tutti gli in bocca al lupo del caso, perchè se li merita!
Ciao Tito, e buon divertimento!!!

 

KTM SuperDuke 1290, onboard con Jeremy McWilliams

Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio sul fatto che la nuova KTM Super Duke 1290 fosse una moto divertente, il video onboard di Jeremy McWilliams sarà per loro risolutivo.

 

KTM SuperDuke 1290, onboard con Jeremy McWilliams

 

Era il mese scorso, circuito Ascari in Spagna. Jeremy McWilliams mette alla frusta la nuova bestia KTM con 3 giri di pista in cui fa vedere tutto il suo talento e le potenzialità della moto.

 

Le volte che la ruota anteriore punta il cielo non si contano, e anche in staccata sembra che il divertimento su questa moto non manchi proprio.

 

Grazie KTM!

 

Wayne Rainey parla del suo incidente

Dopo 20 anni da quel fatidico giorno, il tre volte Campione del Mondo della 500 Wayne Rainey parla dell’incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle.

 

Wayne Rainey parla del suo incidente a Misano

 

Quel giorno di vent’anni fa sul circuito di Misano Adriatico, la vita del 34enne Californiano cambiò per sempre. Stava guidando la gara, quando la sua Yamaha YZR500 a più di 280 Km/h: “Non accetterò mai come le cose sono andate a finire, ma mi sono fatto una ragione rispetto a ciò che perso, e questa è la parte più difficile. C’è stato un tempo in cui le gare mi mancavano molto, ma è la vita ciò che mi manca di più.

 

In quel frangente, Wayne non solo guidava la gara, ma stava anche andando verso il suo quarto titolo consencutivo nella classe 500. In 15 secondi però tutto è cambiato: “In un primo momento ho solo pensato ‘Dannazione, ho perso il mondiale’. Priprio in quella particolare curva, proprio in quel particolare giro, proprio in giorno, mi trovavo al massimo della piega e stavo per raddrizzare la moto e ridare gas. Quando sei a gas chiuso tutto il peso è sulla ruota anteriore e stavo correndo il rischio di perdere il davanti.

 

Quando Rainey riprese il mano il gas la ruota posteriore scivolò, generando un high side che sblazò il pilota in aria: “Mentre ero per aria pensai ‘Non provare a stare in piedi’. Quando ricaddi a terra, sentii come se avessi un buco enorme nel petto. Mi sono detto’ Non importa quanto sei ferito, se puoi stare in piedi vuol dire che sei ok.Poco prima che arrivassero i soccorsi, tutto ad un tratto, il dolore stava andando via. Ho pensato che stessi morendo, e questo mi ha spaventato molto.

 

Solo due settimane prima, Rainey era caduto a Donington Park durante le prove riportando una trauma cranico, frattura alle vertebre e la perdita di due unghie. Per timore di non essere considerato idoneo a gareggiare, il pilota non rivelò le lesioni più gravi: “Mi stavo giocando il campionato, se non avessi corso, tutti gli sforzi fatti fino ad allora sarebbero andati persi.

 

La paura è sempre stata per Wayne elemento di grande motivazione: “Non volevo farmi del male, ma volevo guidare più forte di chi stava cercando di battermi. Per questo ho dovuto guidare in un certo modo e, a quanto pare, non erano in molti a potermi stare davanti. Guidare una moto con tanti cavalli ed essere in grado di farle fare cose che avevi visto fare dai tuoi eroi, era per questo che la moto era stata fatta. Se la battaglia diventava più fisica, io diventavo più fisico, amavo anche quello. Non esisteva altro per me.

 

Ora la battaglia di Wayne è per la sua salute. All’inizio di quest’anno, ha dovuto andare più volte al pronto soccorso e sottoporsi a sei cicli di chemioterapia, terminati in maggio. La diagnosi era poliartrite nodosa e infiammazione delle arterie, che gli generavano dei fortissimi mal di testa: “La prima notte presi un’aspirina e non ci pensai più. Ma dopo tre notti di male molto forte, mia moglie Shae ha capito che doveva esserci qualcosa che non andava.

 

Rainey oggi sorride quando gli viene chiesto come si affronta la vita. “Devo convivere con il mio infortunio. Come tutti, ho giorni buoni e cattivi, ma bisogna riconoscere che cosa si può fare e cosa non si può fare. Nella mia carriera, mi sono vantato di aver fatto il possibile per essere forte, e il successo non sempre mi ha portato alle decisioni migliori. C’era sempre l’emozione di lottare per la vittoria, cercando di fare qualcosa sulla moto che i ragazzi contro cui stavo correndo non potevano fare.”

 

Rainey dice che è ora in grado di fare quasi tutto quello che faceva prima dell’incidente, solo in un modo un po’ diverso.