Special Bike

BMW R90S Joe Bar Team

Dal fumetto alla realtà con una BMW R90S

Vi ricordate le striscie di fumetti del Joe Bar Team? Radical Ducati e Max Boxer hanno preparato questa special in omaggio al fumetto di Christian Debarre.

BMW R90S Joe Bar Team

Nelle mani dei preparatori spagnoli

Radical Ducati e Max Boxer sono due preparatori spagnoli, uno specializzato in Ducati (il primo ovviamente) e l’altro dedicato al marchio BMW. Questa R90S è un omaggio ad uno dei personaggi che animavano quel fumetto, ossia il poliziotto che dava la caccia ai componenti del Joe Bar Team.

La moto è un “collage” di elementi provenienti da modelli diversi e il lavoro di armonizzazione fatto è decisamente ottimo. Il telaio è quello di una R80ST ed è stato rinofrzato con due barre aggiuntive di irrigidimento, il motore arriva da un R100R, il monolever posteriore è di una R100RS, la forcella tradizionale viene invece da una Ducati Sport Classic e i semimanubri sono Tomaselli. Anche il cerchio anteriore è di una Ducati Sport Classic, i dischi freno sono di una Monster 900 e il serbatoio è di una Laverda. Infine il silenziatore è quello di una modernissima S1000RR.

Un bellissimo lavoro!

Honda CB550 by Eastern Spirit

Un modello storico che rivive nello stile Cafè Racer

Eastern Spirit è un garage in Polonia guidato dalle sapienti mani di Charlie Trelogan, specializzato nella realizzazione di modelli cafè racer. Il modello presentato in questo articolo è una delle sue ultime creazioni, la base è una CB550 K3 del 1980.

Honda CB550 personalizzata Cafe Racer da Charlie Trelogan

Lo spirito Cafè Racer, linee pulite ed essenziali

Il titoletto racchiude un po’ tutta la filosofia che Charlie Trelogan riversa sulle sue moto, via il superfluo per lasciar emergere le linee uniche e armoniose dei modelli che saranno oggetto della sua personalizzazione. Il telaio è stato accorciato e anche le parti elettriche come la batteria sono state nascoste nella gobba al posteriore. Il serbatoio è stato agghindato con nuovi scudetti anni ’60 e scanalture per le ginocchia.

Il fanale anteriore arriva da un vecchio WSK polacco. La forcella è ancora quella originale, mentre gli ammortizzatori posteriori sono stati sostituiti con unità aftermarket, leggermente più lunghi. Le ruote sono avvolte in pneumatici Avon, e la parte anteriore ha ricevuto un disco freno supplementare.

Il motore è stato portato a 600 cc di cilindrata, con nuovi cilindri e pistoni, oltre ad una nuova frizione con molle più forti, una nuova catena di distribuzione, e teste cilindro lucido e collettore di aspirazione. Nuovi cornetti sono stati aggiunti ai carburatori, che sono stati completamente ricostruiti e sincronizzati, migliorando sia la potenza del CB e sia la nota di scarico, esaltata grazie ad una coppia di silenziatori cono inverso.

La moto, per chi fosse interessato, è in vendita su Ebay al prezzo di 35.000 Złoty, che corrispondono a circa 8.300 €.

Triumph Scrambler by Fgmotoworks

Oggi vi proponiamo un nuovo porgetto custom scrambler su base Triumph, realizzato da Fgmotoworks, il workshop con base a Barcellona di Francesc Galindo, meccanico del team MotoGP Pramac Racing Ducati.

Triumph-Scrambler-by-Fgmotoworks

Il valore dell’esperienza che Francesc ha potuto mettere dentro questo e altri progetti è decisamente elvato, considerando che il suo bagaglio tecnico viene riversato su queste moto con particolare interesse per il comparto sospensioni.

Al posteriore infatti trova posto un mono Ohlins mentre le forcelle accolgono cartucce Andreani. Anche gli accessori sono ugualmente di alta qualità, con il faro, la sella e i parafanghi provenienti dalla tedesca JvB-Moto.

La provenienza dalla MotoGP si è tradotta anche nella ricerca di riduzione di peso, finalizzata soprattutto con l’installazione di cerchi speciali da 17” della Kineo, più leggeri degli originali e vestiti da pneumatici Avon DISTANZIA, misure 120 all’anteriore e 160 al posteriore. Il comparto freni infine parla italiano, con dischi speciali della Braking.

Nessun grande intervento sul motore e sulle prestazioni; l’unica modifica in tal senso è costituita dallo speciale scarico Arrow. Del resto l’intento di Francesc non era tanto quello di aumentare la cavalleria, quanto sfruttare l’esistente a fronte di un maggior maneggevolezza determinata dalla riduzione di peso.

Yamaha SR500 Mezzomille, un capolavoro Made in Germany

Questa Yamaha SR 500 Mezzomille è opera di Kedo, il marchio di Daniel Doritz famoso preparatore tedesco specializzato proprio nella personalizzazione di questo particolare modello.

sr500 cafe racer stile anni 70

La SR500 Mezzomille è il risultato di un sapiente mix tra stile, minimalismo e qualità costruttiva: “La SR500 è stata oggetto di numerose personalizzazioni per più di 35 anni, per cui era difficile immaginare qualcosa che già non esistesse“, osserva Budde, amico e aiutante di Doritz. “Ma sono pochi gli esemplari della SR ‘coerenti’ con il vero stile cafe racer.

Il punto di partenza è stato ridisegnare da zero la combinazione serbatoio/sella, oltre a snellire il più possibile il telaio. Il risultato ha portato alla luce una moto carica di stile anni ’70. Il peso arriva appena a 130 kg e i suoi 40 CV sono più che sufficienti per far apprezzare a pieno le doti di leggerezza e dinamicità della SR500.

Oltretutto la Mezzomille rimane un pezzo unico, dato che i suoi costruttori non intendono replicarne altri esemplari.

Paton S1 Strada, esclusività e design tutto italiano

Paton S1 Strada è il nome di un progetto tutto italiano, nato dalla perseveranza e dalla passione di Giuseppe “Pep” Pattoni e Lino Tonti che nel lontano 1958 diedero il via a questa piccola Case motociclistica.

Paton S1 Strada, esclusività e design tutto italiano

Oggi l’azienda esiste ancora, per fortuna, e produce solo su ordinazione la Paton S1 Strada. Una moto ricca di fascino e tecnologia, che unisce l’inconfondibile charme anni ’70 alle tecnologie moderne. La storia ci racconta di importanti risultati al TT, una vittoria nel campionato italiano velocità del 1967, vari podi nel Mondiale e piazzamenti importanti nell’Europeo.

Il legame con il mondo delle corse si può dire ancora ben saldo oggi, dato che la Casa ha continuato a produrre repliche delle proprie bicilindriche da corsa e qualche giorno fa ha annunciato la sua partecipazione, proprio con S1 Strada, al TT dell’Isola di Man, nella categoria Lightweight, riservata a moto regolarmente omologate con motori bicilindrici fino a 650 cc.

Il commento di Roberto Pattoni, figlio del celebre fondatore e oggi direttore tecnico: “È una sfida difficile e stimolante per noi , così come lo sarà per Olie : essere il pilota che riporterà la Paton in gara in un evento internazionale è un grande onore. Voglio anche ringraziare gli organizzatori del TT che sono stati molto chiari nell’indicarci cosa era richiesto alla nuova Paton per correre nel 2014. Le corse sono il nostro obiettivo fin dal 1958, e farlo all’interno di una classe dei giorni d’oggi ha significato costruire una moto stradale, con tutte le sfide tecniche che ne conseguono. La S1 diventa così il culmine della nostra storia in un solo progetto. Noi e Steve Linsdell stiamo lavorando sodo per rispettare i tempi stretti che ci porteranno ad avere una moto competitiva in giungo“.

DP Customs Turbo Destroyer, una drag bike per la strada

DP Customs è famosa per le sue special Ironhead, dalle linee pulite e fortemente inlfuenzate dal mondo delle corse. Con la Turbo Destroyer, casa di preparazione dei Fratelli Del Prado, ha voluto estremizzare il concetto “custom” prendendo spunto dalle drag-race.

 

DP Customs Turbo Destroyer, una drag bike per la strada

 

L’idea per il Destroyer Turbo è venuta quando stavamo consegnando una moto ad un pilota di auto da corsa a Denver, in Colorado” dice Jarrod Del Prado. “Mentre stavamo partendo per tornare a casa, ha detto, ‘Volete costruire una moto che sia follemente veloce?’” La risposta ovviamente è stata affermativa: il loro cliente voleva una drag-bike con un setup che prevenisse le impennate indesiderate, con tanta potenza e un motore enorme: da qui è partita l’idea del motore turbo.

 

Così in pochi minuti, i fratelli Del Prado avevano già delineato le basi per una drag bike omologata per l’uso in strada: “Un proiettile dritto, lungo e basso, con ottimi freni. Questo è quello che abbiamo realizzato. Ed è molto veloce.” Il motore Sportster 1200, sapientemente preparato dalla Trask Performance, è capace rende 154 CV e 132 Nm di coppia. Il resto è quasi tutto fatto a mano dai due fratelli: la sella, il serbatoio, la carena posteriore.

 

La parte che forse risalta maggiormente (all’interno di una moto che di passare inosservata proprio non ne vuol spaere) è l’anteriore: le forcelle sono le Ohlins di una Ducati 1198 S, complete delle pinze Brembo monoblocco. La ruota anteriore è una BST in fibra di carbonio mentre al posteriore fa bella mostra di se un Marchesini forgiato in alluminio.

 

Un progetto davvero unico, incredibile, estremo, di quelli il cui prodotto finale o lo si ama o lo si odia.

 

Yamaha XV750, special by ER Motorcycles

ER Motorcycles è un workshop sloveno fondato nel 2009 da Blaž Šuštaršič e ci presenta una nuova special low cost su base Yamaha XV750.

 

Yamaha XV750, special by ER Motorcycles

 

Il progetto nacque per un amico che aveva imposto un budget assai limitato. Ed è questo che rende ancora più affascinante il risultato ottenuto da Šuštaršič, che ha dovuto far combaciare le sue idee con laa necessità di mantenere basse le spese, a partire dall’acquisto della moto stessa: “Abbiamo comprato la moto in un piccolo paese in Austria e siamo riusciti a pagarla pochi spiccioli.”

 

Le condizioni della moto erano pessime, ma i ragazzi erano determinati a portare a compimento il progetto, rimanendo nel budget imposto: “Per stare nel budget avevamo deciso di mantenere più parti originali possibile, includendo sospensioni, ruote e serbatoio”, ha spiegato Šuštaršič.

 

La posizione in sella è stata drasticamente modificata intervenendo sul telaietto, che ora accoglie una nuova sella in pelle e un corpo luci a led con frecce integrate. L’impianto di scarico è completamente artigianale, realizzato in casa direttamente da Šuštaršič. Il tutto è poi completato da una bella riverniciata nelle tonalità del grigio e del nero, ad eccezione del serbatoio che ora spicca rispetto al resto, e dalle gomme Firestone Deluxe Champion, ricche di fascino e personalità retrò.

 

Honda CBS125 by Dauphine-Lamarck

Una piccola Honda CBS125 del 1974 sapientemente modificata dalle mani Dauphine-Lamarck, una piccola officina di Parigi, acquisisce personalità e fascino race-retrò.

 

Honda CBS125 by Dauphine-Lamarck

 

Questi modelli Honda sono in genere poco conosciuti. Si tratta di piccole moto, sia come cilindrata che come ingombri, ma che di fatto fanno parte di una storia gloriosa del marchio giapponese e che Dauphine-Lamarck hanno deciso di riportare in luce.

 

Volevamo una 125 senza troppi fronzoli“, spiegano i ragazzi dell’officina parigina, “Un look da gara semplice, in grigio. Qualcosa senza tempo.” E da questo sono partiti, modificando innanzitutto il sistema elettrico della moto e incrementando la cilindrata del motore con i pistoni di un XL350, che ora è alimentato da un carburatore di una ATC 200.

 

Per dare ancora di più l’aspetto da gara, il forcellone è stato allungato di 9 cm e la forcella anteriore abbassata per rendere più aggressiva la posizione in sella. Le ruote sono di un CB125 K5 e all’anteriore c’è un freno a tamburo che richiama a pieno lo style anni ’70. Il risultato è una moto che pare essere nata per le trafficate atmosfere di Parigi.

 

Icon 1000 ‘Iron Lung’ Sportster

Chi è Kurt Walter? È uno dei designer di riferimento nel panorama mondiale delle special bike, come dimostra la sua ultima creazione, la Icon 1000 ‘Iron Lung’ Sportster su base Harley.

 

Icon 1000 ‘Iron Lung’ Sportster

 

Lo stile richiama a gran voce i modelli che correvano nei mitici anni ’70, quando sostanza e passione erano di gran lunga più predominanti rispetto a parametri più moderni come aerodinamica ed elettronica. Carenatura old school e stile boombastic sono i caratteri predominanti di questa long special.

 

Il cuore pulsante della Icon 1000 è un XLH883 portato a 1.200 cc di cilindrata. Di lato è impossibile non ammirare la coppia di scarichi SuperTrapp, più simili ad un fucile a doppia canna che a “normali” marmitte da moto.

 

Come si nota la posizione in sella è abbastanza bassa e accovacciata, tipica delle moto di quell’epoca. La parte posteriore invece è sorretta da due ammortizzatori Progressive Suspension 970. Il tutto è completato da grafiche fatte a mano per la speciale carenatura, sella su misura prodotta dalla New Church Moto e ruote enormi provenienti direttamente da una HD Fat Boy, sapientemente dipinti per replicare la sfumatura blu delle ruote da corsa d’epoca.

 

BMW R Nine T by Urban Motor

Che la nuovissima BMW R Nine T strizzasse l’occhio ai preparatori di tutto il mondo era cosa risaputa e Urban Motor non ha aspettato oltre presentando la prima special sulla base del nuovo modello appena presentato ad Eicma 2013.

 

BMW R Nine T by Urban Motor

 

Era stata la stessa BMW in fase di lancio a dichiarare che la nuova Nine T nasceva proprio con l’intento di facilitare e anzi di promuovere la personalizzazione, intesa sia come montaggio di accessori già previsti dalla stessa casa, sia nei confronti dei customizer per opere invece di modifica più profonda.

 

Questo è il primo modello di Nine T modificato dalla tedesca Urban  Motor di Peter Dannenberg. La Track Grinder (così si chiama) sembra la naturale evoluzione del modello che ha visto la luce pochi mesi fa e che era già stato visionato dallo stesso Dannenberg: “Ogni costruttore deve personalizzare un NineT.”

 

Il risultato è una NineT ridotta al minimo, con un tocco di colore sulla carrozzeria e un pizzico di stile flat track. Il motore non ha subito modifiche, è sul resto che si è rivolta l’attenzione del preparatore tedesco: il serbatoio è tutto nuovo è realizzato in alluminio come la coda che sfrutta il telaietto modulare sviluppato per la NineT da BMW. D’impatto la rimozione del fanale tondo anteriore, che lascia spazio ad una tabella portanumero. L’illuminazione anteriore è demandata ad un faretto molto potente installato sul radiatore dell’olio. Completano il tutto i due pneumatici tassellati dual-sport GT201 della italiana Golden Tyre.