Ben Spies

Silvano Galbusera è il nuovo Capotecnico di Valentino Rossi

Dopo l’ultimo incontro proprio a Valencia tra Yamaha, Rossi e il diretto interessato, il Team ufficializza l’incarico di nuovo Capotecnico per Silvano Galbusera.

 

Silvano Galbusera è il nuovo Capotecnico di Valentino Rossi

 

Galbusera porta un grosso bagaglio di esperienza al servizio di Valentino Rossi. Carriera cominciata nel 1979 con Gilera nelle gare road racing e nel mondiale 250. Dal 1994 ha lavorato con nomi del calibro di John Kocinski, Troy Corser, Noriyuki Haga, Cal Crutchlow e Ben Spies. Nel 2012 e 2013 ha lavorato in SBK nel team BMW di Marco Melandri.

 

Il suo lavoro con la nuova sqaudra è già cominiciato, dato che oggi numerosi team sono rimasti a Valencia per una sessione di test ufficiali per la stagione 2014. Ecco le prime dichiarazioni: “Voglio ringraziare Yamaha e Valentino per questa opportunità. Sono felice di tornare nella famiglia Yamaha e lavorare per un team che punta al massimo risultato“.

 

Il Team Director Massimo Meregalli: “È bello ritrovare Silvano nella rostra famiglia. Ho lavorato con lui personalmente e ho grande rispetto per la sua esperienza e il suo talneto. Avrà bisogno di tempo per adattarsi alla classe regina ma non ho dubbi delle sue capacità. È stato un piacere lavorare con Jeremy Burgess, saremo sempre in debito con lui“.

Ben Spies annuncia il suo ritiro

Da tempo il pilota texano non era più ai livelli del mondiale vinto in SBK con la Yamaha R1 nel 2009 e l’ultima stagione in MotoGp, costellata da infortuni e insuccessi, ha determinato la decisione di ritiro per Ben dalle competizioni.

 

ritiro di ben spies

 

Il comunicato congiunto di pilota e Ducati ci parla di una decisione presa di comune accordo e motivata dalle incertezze sulle condizioni fisiche del pilota per il 2014:

 

Ducati Motor Holding e Ben Spies hanno annunciato oggi che  il pilota americano non correrà più nel 2014, dopo che le parti hanno raggiunto un accordo per risolvere l’attuale contratto con la Casa italiana. Il 29enne texano aveva firmato un accordo di due anni con Ducati che prevedeva la sua partecipazione al Campionato del Mondo MotoGP nel 2013 e nel 2014 come pilota ufficiale Ducati per la squadra Ignite Pramac Racing Team.

 

Spies quest’anno non ha potuto partecipare a diverse gare nella prima parte della stagione a causa dei postumi dell’infortunio alla spalla destra, subito nell’ottobre 2012 mentre gareggiava per un’altra squadra. Fin dai primi test di inizio stagione 2013 era purtroppo apparso chiaro che Ben non si era ancora ripreso pienamente dal suo infortunio e che sarebbe stato necessario un altro periodo di riabilitazione. Sfortunatamente, al suo rientro in gara a Indianapolis in agosto, Ben ha subito un altro brutto infortunio cadendo nel corso delle prove, incidente che ha concluso la sua stagione 2013 in anticipo.

 

I successivi interventi subiti ad entrambe le spalle non hanno dato la certezza a Spies di riuscire a recuperare le sue capacità fisiche per poter correre al 100% il prossimo anno, motivo per cui Ducati e Ben hanno deciso di comune accordo di interrompere il loro rapporto e di liberare il pilota americano da qualsiasi obbligo previsto per il 2014.

 

Ecco le dichiarazioni del pilota: “Ero davvero molto contento di poter correre con la Ducati in MotoGP e Ducati mi ha supportato nel miglior modo possibile durante questo anno così difficile. Sono quindi estremamente deluso dal fatto di non essere riuscito a realizzare i miei obiettivi personali e quelli del team. Voglio ringraziare tutti: gli organizzatori, le Case, le squadre e tutti i miei fans per avermi aiutato e supportato durante tutta la mia carriera. Quando ho iniziato a correre non avrei mai immaginato di poter raggiungere il livello di successo che ho avuto negli ultimi venti anni di competizioni, ma è giunto il momento di fermarmi e lo faccio con grande tristezza”.

 

Un gran peccato, se si pensa che comunque il motociclismo perde un altro dei ragazzi certamente più talentuosi che si siano visti negli ultimi anni.

Ben Spies commenta i suoi anni in Yamaha

L’esperienza di Ben Spies alla guida della seconda Yamaha ufficiale non sono stati certamente brillanti e ora, a bocce ferme, il pilota americano fa il bilancio di questa esperienza.

Le dichiarazioni di Texas Terror risalgono in realtà al mese di agosto, ma erano rimaste chiuse nel cassetto per via del legame contrattuale con la caa di Iwata. Ora che il rapporto si è chiuso, la versione integrale di quell’intervista è stata pubblicata sul sito ufficiale del pilota e ve la riproponiamo per intero qui:

“Ho avuto un’intossicazione alimentare al Mugello. Una brutta intossicazione alimentare. Non avrei neanche dovuto prendere parte alla gara. Sono stato male sotto al casco e subito dopo la gara sudavo freddo e tremavo senza controllo. Yamaha si è fermata al circuito per dei test il giorno successivo, ma io non ho guidato. Non potevo guidare. Non potevo muovermi, non potevo fare niente. Un dipendente senior di Yamaha (non sarò più specifico di così), mi disse: “Abbiamo investito un sacco di soldi su di te. Non venire neanche a Laguna Seca se non sarai al 100%”. Poi ha aggiunto: “Non ci fidiamo più di te”.

Quello è stato il momento – metà stagione, appena prima dei due round americani a Laguna Seca ed Indianapolis – in cui ho deciso che non avrei corso per Yamaha nel 2013. Ho un sacco di buoni amici in Yamaha, ma quando qualcuno ti parla in quel modo ne perdi il rispetto.

Guardando indietro, so che ho fatto il 100% in tutte le gare, ma come tutti hanno potuto vedere dagli strani problemi meccanici che abbiamo avuto per tutta la stagione – gomme “blisterate” e distrutte, rottura della sospensione posteriore, frizione “fritta”, freni troppo surriscaldati – qualcos’altro non era al 100%. Non c’è dubbio che nessuno abbia programmato o fatto succedere tutto ciò. Solitamente una di queste cose capita una volta all’anno ad un pilota. A noi sono successe tutte in un solo anno, una dopo l’altra. E’ brutto per il team, ma so che non ha niente a che vedere con loro. E’ stata solo tanta sfortuna.

Devo ammettere che è stato frustrante guardare dall’altra parte del garage e vedere che tutto era perfetto. Il mio compagno di squadra, Jorge Lorenzo, vinceva gare ed era in lotta per il titolo. So che il suo motore, i suoi freni, la frizione e le gomme erano gli stessi che avevo io (notare cosa c’è in lista ma, soprattutto, cosa manca… ndr). Non vuoi che accadano cose brutte agli altri ma è difficile, non solo per il pilota ma anche per il team, vedere che da una parte va tutto bene e dall’altra va tutto male.

Durante i test invernali, ci preoccupavano di più le Honda ufficiali di Casey Stoner e Dani Pedrosa. Per prenderli avevamo bisogno di migliorare alcuni dei punti deboli della Yamaha. La M1 800 era un buon pacchetto, ma gli mancavano un pò di potenza, un pò di grip ed impennava tanto.

Abbiamo curato molti di questi problemi ed abbiamo iniziato la stagione con il miglior pacchetto base della MotoGP. Forse la M1 1000 non aveva un particolare punto di forza, ma funzionava bene in tutti i posti che richiedono buona accelerazione, buona frenata e velocità di punta. In alcune piste, il V4 Honda aveva ancora un grosso vantaggio, ma la Yamaha era la moto meglio bilanciata. Finire 11 nella prima gara dell’anno in Qatar è stato pesante perchè la moto era buona ed il team stava lavorando bene. Mi sono qualificato quarto ma ho avuto un piccolo incidente alla fine della sessione. Qualcosa di strutturale si è rotto sotto la sella, che serve anche da telaietto. Al momento non sapevamo che ci fossero dei danni o che ci avrebbe procurato un chattering terribile durante la gara. Domenica mattina avevo tantissimo chattering con le gomme vecchie. Non sapevamo se il problema dipendesse dalle gomme o da altro. Nel giro di ricognizione, comunque, ho sentito immediatamente lo stesso problema, ma era amplificato per il maggiore grip dato dalle gomme nuove. La mia gara era finita ancor prima di iniziare. Una problema del genere è pesante perchè tu sai il motivo per cui sei in quella posizione, ma lo sai tu e nessun altro. E in più non c’è modo di risolverlo. Questo è stato l’inizio di una stagione piena di sfortune.

La Yamaha è una gran moto, ma richiede molta velocità di percorrenza in curva. Se si muove, se le ruote escono dalla traiettoria, si arrabbia. Per esempio, se il posteriore si alza quando freni, si muove a destra o a sinistra e tocca appena l’asfalto, la moto si imbizzarrisce! SIA LA HONDA CHE LA DUCATI SEMBRA CHE POSSANO ESSERE GUIDATE IN UN MODO PIÙ “SELVAGGIO”.

Per andare forte su una GP moderna, devi tenere sempre le gomme “cariche” ed allineate. Entri in curva ad una velocità che pensi sia troppo elevata e inizi a girare la moto per caricare l’avantreno. Le Bridgestone hanno tantissimo grip, ma poichè sono durissime non ti danno le sensazioni che puoi avere con le Dunlop o le Pirelli. I piloti hanno chiesto gomme “più sicure”, che si riscaldassero più in fretta, e le Bridgestone attuali sono migliorate molto da quel punto di vista. Ma la durata e la maneggevolezza sono ancora un po’ problematiche. Jorge non sembra veloce. Quando ho sovrapposto i suoi dati ai miei, ho potuto vedere come lui frenasse prima di me, ma entrasse in curva più veloce. Cosa che alla fine del rettilineo successivo si traduceva in un decimo di secondo. Casey Stoner sembrava veloce. Derapava e faceva pattinare la ruota posteriore sempre. Se guardi il linguaggio del corpo di Jorge – come sta sulla moto, senza muoversi troppo, il modo in cui entra in curva ed i suoi angoli di piega –  puoi vedere che è davvero bravo a tenere la moto bilanciata e le gomme “cariche”. E’ quello che devi fare per andare veloce. Ma è sicuramente molto più facile dirlo che farlo.

Ho provato per un bel pò di tempo a guidare come Jorge. Ma i nostri stili sono completamente diversi. Il mio stile naturale non è il più rotondo, nè quello con la maggior velocità di percorrenza in curva. Mi piace frenare forte, far girare la moto e spararla fuori da una curva come una Superbike. E’ difficile capovolgere completamente il tuo stile di guida. Il set-up della moto cambia tantissimo. Sareste sorpresi di sapere quanto più morbidi sono i settaggi delle sospensioni di Jorge rispetto ai miei, specialmente per quanto veloce lui riesce ad andare. Ma è estremamente fluido sulla moto. Se riesci a farlo è buono perchè puoi generare più grip.

Ho guidato la M1 di Valentino Rossi a Valencia nel 2010. Ho fatto cinque o sei giri, ma non c’era modo di andare forte; era troppo “morbida”. Abbiamo iniziato a preparare un set-up più adatto a me e sono andato più veloce di quanto fosse andato Valentino con la stessa moto nel week-end di gara. Dipende tutto dal feeling. Se il pilota si sente “comodo”, può guidare la moto fino al suo limite. Lo stesso dicasi per le traiettorie in pista; non c’è un modo perfetto per fare le cose. Qualche volta azzecchi il set-up e lotti per la vittoria o il podio. Altre volte sei svantaggiato per tutto il weekend e non trovi la combinazione giusta fino al warm-up della domenica mattina. Per questo un buon set-up di base è così importante.

Dopo che il mio motore è andato in fumo mentre ero secondo ad Indianapolis, ho pensato che volevo lasciare la MotoGP. Ho iniziato a prestare attenzione al mondiale Superbike. Quella serie è stata fantastica per me quando ci sono stato nel 2009, e il precedente direttore, Paolo Ciabatti, è un mio buon amico. Avrebbe tanto voluto rivedermi in SBK. Potrei sempre tornarci un giorno. Ducati (SBK) ha mostrato interesse nei miei confronti, ma erano appena stati acquisiti da Audi e non sapevano cosa avrebbero potuto offrirmi. Poi mi ha cercato BMW con una buona offerta ed un buon team. BMW è sicuramente forte anche in SBK, hanno fatto tanta strada con la S1000RR.

Ducati non ha ancora corso in Superbike con la 1199 Panigale, quindi è un pò un punto di domanda, ma ho visto quello che la moto ha fatto in Superstock. E quando è stata l’ultima volta che la Ducati si è presentata con una Superbike non buona? Onestamente, volevo andare in Ducati sulla Panigale, ma loro dovevano sistemare prima il programma MotoGP, e lo capivo. A quel momento ho iniziato a pensare molto e ho finalmente concluso che non avevo ancora raggiunto le mie piene potenzialità in MotoGP. Quali siano, non lo so. Non sto dicendo che potrei vincere tot gare o un campionato, ma non voglio andarmene per trovarmi a dire tra cinque anni “avrei potuto fare questo o quello”.

Ducati mi ha voluto sulle loro moto quest’anno. Mi voleva tanto anche il team San Carlo Gresini. Ho parlato con Fausto Gresini, Shuhei Nakamoto e Livio suppo a Brno. Ho detto a Gresini cosa avrei voluto, cosa sarebbe servito per portarmi su una Honda. Ma la Ducati non ha lasciato che quella possibilità si concretizzasse. Loro erano pronti, Honda no. Finalmente sono giunto alla conclusione che sarebbe stato BMW nel mondiale Superbike o Ducati in MotoGP.

Il pacchetto che Ducati ha messo insieme è uno scenario ideale per me. Andrea Iannone sarà il mio compagno di squadra. Avremo gli stessi colori Ducati Corse ma con sponsor differenti. Avrò moto e tutto il resto ufficiali. Tom Houseworth sarà il mio capo meccanico, e Max Bartolini sarà il mio ingegnere. Ho chiesto di Max basandomi su quello che gli ho visto fare in passato, cosa fa attualmente nel programma Ducati MotoGP e dopo aver parlato con molte persone.

Ho detto a Ducati che dovevo avere Max. Loro sono rimasti sorpresi in senso positivo; sapevano che avrei fatto le mie ricerche. Ducati farà il massimo che potrà. Sanno quello che stanno facendo. Negli ultimi due anni hanno preso una direzione che potrebbe non essere stata la migliore per loro. Penso che Audi farà molto per Ducati, ma non succederà da un giorno all’altro. Penso che i piloti debbano ricordarsi che non sono ingegneri. Devono guidare la moto al massimo delle loro possibilità, dare feedback e lasciare che li ingegneri la sistemino. Io sono contento della mia decisione, di quello che farò l’anno prossimo. Questo è quello che conta.

Foto: benspies.it

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Chiusi i test MotoGP a Sepang in Malesia

Se durante il primo giorno di test Casey Stoner era praticamente stato assente dal tracciato a causa di uno strappo alla schiena, nell’ultimo giorno utile prima dello stop forzato per la pioggia, il pilota australiano ha messo tutti in riga e in maniera decisamente netta.

Casey fa segnare il giro più veloce e il nuovo record del tracciato malese, con il tempo di 1’59″605.

Gli inseguitori sono stati distanziati di parecchio, nessuno è riuscito a sendere sotto il muro dei 2 minuti: quasi mezzo secondo il ritardo finale di Jorge Lorenzo e 1 decimo in più quello di Daniel Pedrosa; entrambi hanno comunque ottenuto miglioramenti rispetto al primo giorno. Lo spagnolo della Yamaha chiude con un seppur convincente 2’00″198, mentre per il fantino di casa Honda il crono segna 2’00″298.

Ottimi risultati per l’americano Ben Spies che chiude i test con il quarto tempo precedendo il nostro Valentino Rossi. Il pesarese scende dalla moto finalmente con il sorriso in volto, nonostante il distacco dalla vetta sia comunque importante, di quelli che dovrebbero dar qualche preoccupazione circa la strada ancora lunga da percorrere. In realtà Vale ha avuto sensazioni molto positive dalla moto, oltre ad aver ridotto di 1 secondo il tempo del primo giorno. Questi elementi lo portano a ben sperare sugli sviluppi futuri e ad aver più fiducia sulla bontà della strada imboccata sinora dal team di Ducati.

Sesto tempo per un’altra moto di Borgo Panigale, quella di Hector Barbera che precede i due piloti del team Yamaha Tech 3, rispettivamente con Cal Crutchlow e Andrea Dovizioso.
Chiudono la classifica dei test le CRT di Colin Edwards, Silva, Pietri e Torres, che confermano un’evidente inferiorità tecnica, accusando distacchi abissali per moto teoricamente della stessa categoria. Cronometri impietosi segnano ritardi che vanno dai 5 ai 9 secondi.

Sepang, primi test ufficiali MotoGP

Il primo test ufficiale MotoGp a Sepang apre la stagione 2012. Sul circuito sono presenti i team ufficiali e numerosi team al debutto con le nuove CRT.
Il miglior tempo è di Jorge Lorenzo, che in sella alla sua Yamaha Factory ha percorso 30 giri, facendo segnare la migliore prestazione della giornata registrando un 2’01″657.

Per il pilota spagnolo manca in realtà il vero raffronto, dato che il suo principale rivale Casey Stoner non è sceso in pista a causa di uno strappo alla schiena.

Secondo tempo per Dani Pedrosa, il quale ha testato un nuovo telaio fatto appositamente per lui e radicalmente diverso da quello di Stoner. Lo Spagnolo di casa Honda ha girato molto bene, chiudendo a soli 346 millesimi da Lorenzo e completando ben 48 tornate.

Ottima prestazione per Cal Crutchlow, che con la Yamaha satellite del Team Tech 3, chiude in terza posizione a 564 millesimi, precedendo laltra M1 ufficiale di Ben Spies. Molto bene nella sessione mattutina Valentino Rossi, che riesce ad ottenere un’ottimo risultato con la nuova Desmosedici GP12, agguantando il secondo tempo, a soli 4 decimi dallo spagnolo. Alla fine della giornata il pesarese chiude quinto dietro a Spies e a 735 millesimi dalla vetta, ma può senza dubbio dichiararsi soddisfatto dei progressi ottenuti sino a qui. C’è ancora parecchio lavoro da fare comunque.

Sesto posto per Andrea Dovizioso, sull’altra Yamaha Tech 3. Il forlivese è redue dall’intervento chirurgico alla clavicola, rotta durante una sessione di motocross, quindi probabilmente deve scontare ancora una forma non proprio ottimale. Chiude a poco più di 1 secondo da Jorge Lorenzo e a circa mezzo secondo dal compagno di squadra.

Distacchi enormi invece per le CRT. Qualcuno l’aveva anche detto e questo primo test si è rivelato una brutta conferma dell’attuale inferiorità tecnica di queste moto. Il più veloce (o sarebbe meglio dire “il meno lento”) è stato Colin Edwards, che ha chiuso con 6″5 di ritardo. Le altre 2 CRT presenti, quelle del team Avintia-BQR di Jordi Torres e Ivan Silva hanno visto un impietoso distacco di oltre 9″ da Lorenzo. Un altro livello senza dubbio, ma speriamo che le cose cambino se non vogliamo vedere piloti doppiati dopo pochi giri di gara.

Stoner vince a Valencia

L’ultimo appuntamento della stagione MotoGp 2011 si chiude sotto un acquazzone spagnolo, con l’ennesima vittoria di Casey Stoner in un Campionato che lo ha visto dominatore assoluto.

Giornata molto commovente quella di Valencia. Prima del GP un giro di pista di tutti i piloti di tutte le categorie, in onore di Marco Simoncelli. A guidare il gruppo proprio sulla moto del Sic, un certo Kevin Schwantz.

Al via sotto qualche goccia di pioggia, Casey Stoner parte subito avanti a tutti. Alvaro Bautista allunga un po’ troppo la frenata e perde il controllo dell’anteriore, andando a urtare Valentino Rossi, Nicky Hayden e Randy De Puniet.

Stoner intanto allunga e porta il suo vantaggio a circa 10 secondi. Dietro di lui la battaglia è tra Dovizioso, Spies e Pedrosa, finchè al 25esimo giro comincia a piovere seriamente e la situazione cambia totalmente. Stoner davanti comincia a ridurre il ritmo cercando di amministrare il vantaggio senza prendere rischi; da dietro invece Ben Spies da avvioalla sua rimonta e in poche tornate è di nuovo sotto al pilota australiano, lo passa e sembra poter andare a vincere. Stoner riesce a restargli attaccato e riesce alla fine a precedere di soli 15 millesimi l’americano.

Terzo Andrea Dovizioso che conquista anche il podio del campionato.

Ecco la classifica completa:

1STONER C.Repsol Honda TeamLap 30
2SPIES B.Yamaha Factory Racing+0.015
3DOVIZIOSO A.Repsol Honda Team+5.936
4CRUTCHLOW C.Monster Yamaha Tech 3+8.718
5PEDROSA D.Repsol Honda Team+9.321
6NAKASUGA K.Yamaha Factory Racing+23.818
7HAYES J.Monster Yamaha Tech 3+33.118
8ABRAHAM K.Cardion AB Motoracing+37.952
9CAPIROSSI L.Pramac Racing Team+-1:07.615
10ELIAS T.LCR Honda MotoGP+-58.870
11BARBERA H.Mapfre Aspar Team MotoGP+-37.761
12AOYAMA H.San Carlo Honda Gresini+-34.653

Daniel Pedrosa torna a vincere a Motegi

Riassapora il gusto della vittoria Daniela Pedrosa, che a Motegi non si lascia sfuggire l’occasione di salire sul gradino più alto del podio, sfruttando un errore di Casey Stoner che chiude terzo dietro all’altro spagnolo Jorge Lorenzo.

In effetti l’australiano avrebbe probabilmente vinto senza troppi fastidi, se nel corso del quarto giro una paurosa “sbacchettata” non lo porta a fare un lungo in fondo al rettilineo, rientrando in settima posizione.

Altro elemento determinante per la classifica finale sono state le penalizzazioni, oltre alle numerose cadute, Vittime del regolamento Andrea Dovizioso, Marco Simoncelli e Cal Crutchlow, colpevoli di jump start. Il ride trough toglie di scena dalle prime posizioni il Dovi, che era in testa e Sic.

A questo punto Pedrosa e Lorenzo hanno dovuto solo arrivare in fondo, dato che la rimonta di Stoner non è stata sufficiente ad impensierire i due capifila.

Male Valentino Rossi, finito a terra subito dopo il via a causa di un contatto con Lorenzo. Nella caduta Vale ha portato fuori anche Ben Spies, che però è riuscito a rientrare anche se in ultima posizione.

Bella la sfida nel finale tra i due italiani di casa Honda, Dovizioso e Simoncelli, che dopo il passaggio in corsia box per scontare la penalità, hanno dato vita ad una bella rimonta fino a giocarsi la quarta posizione, che alla fine è stata agguantata dal pilota del Team Gresini.

Ecco la classifica completa:

1 25 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 161,6 42’47.481
2 20 1 Jorge LORENZO SPA Yamaha Factory Racing Yamaha 161,1 +7.299
3 16 27 Casey STONER AUS Repsol Honda Team Honda 160,4 +18.380
4 13 58 Marco SIMONCELLI ITA San Carlo Honda Gresini Honda 160,1 +23.550
5 11 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Repsol Honda Team Honda 160,1 +23.691
6 10 11 Ben SPIES USA Yamaha Factory Racing Yamaha 159,2 +37.604
7 9 69 Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 159,1 +39.167
8 8 5 Colin EDWARDS USA Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 158,8 +45.023
9 7 7 Hiroshi AOYAMA JPN San Carlo Honda Gresini Honda 158,5 +49.074
10 6 14 Randy DE PUNIET FRA Pramac Racing Team Ducati 157,9 +59.022
11 5 35 Cal CRUTCHLOW GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 157,0 +1’13.964
12 4 64 Kousuke AKIYOSHI JPN LCR Honda MotoGP Honda 156,6 +1’21.709
13 3 72 Shinichi ITO JPN Honda Racing Team Honda 156,3 +1’26.381
Non classificato
24 Toni ELIAS SPA LCR Honda MotoGP Honda 158,8 7 Giri
19 Alvaro BAUTISTA SPA Rizla Suzuki MotoGP Suzuki 159,7 11 Giri
6 Damian CUDLIN AUS Pramac Racing Team Ducati 156,7 11 Giri
8 Hector BARBERA SPA Mapfre Aspar Team MotoGP Ducati 147,6 23 Giri
46 Valentino ROSSI ITA Ducati Team Ducati 0 Giro

MotoGP ad Aragon – Stoner sempre imprendibile

Ormai ci stiamo quasi abituando, questo Stoner con questa Honda sono imprendibili e imbattibili per chiunque. Nemmeno Daniel Pedrosa riesce a rimanere con l’australiano, il quale sembra riuscire con una facilità disarmante a portare la RC212 a livelli impensabili per gli altri piloti.

Aragon, circuito adagiato in una regione della Spagna praticamente desertica, è l’ultimo tra i circuiti inseriti nel calendario ufficiale MotoGP. Qui le Honda sono andate forte fin dalle qualifiche. Casey Stoner ha comandato i giochi fin da subito imponendo un ritmo che ha fatto subito selezione su tutti. Daniel Pedrosa secondo sul traguardo non ha potuto nemmeno avvicinarsi al pilota australiano.

Dietro i primi 2, la battaglia per il terzo gradino del podio ha avuto come protagonisti i piloti ufficiali Yamaha e il nostro Marco Simoncelli. Proprio quest’ultimo ha dato ancora una dimostrazione di un ottimo stato di forma, tanto che dal sesto posto in cui si trovava subito dopo il via, è riuscito a rimontare prima su Nicky Hayden, poi su Jorge Lorenzo e Ben Spies, fino alla terza posizione. Un errore in staccata che gli ha fatto perdere due posizioni, e un Lorenzo ritrovato negli ultimi giri, gli hanno consentito di chiudere quarto con un certo rammarico, dietro all’attuale Campione del Mondo che conquista così un podio decisamente inatteso. Quinto Ben Spies.

Altro week end da dimenticare per le Ducati. La prima delle moto di Borgo Panigale sul traguardo è quella di Nicky Hayden, settimo alla fine, dietro alla ancora ottima Suzuki di Alvaro Bautista. Valentino Rossi, partito mestamente dalla corsia box con 10 secondi di svantaggio (penalità per aver usato un motore in più rispetto ai sei previsti dal regolamento), è riuscito facilmente a tornare sul gruppo, fino alla nona posizione. Sembrava poter riagganciare il gruppetto davanti, quello con il compagno di squadra, ma a circa metà gara il suo ritmo è visibilmente calato, consentendogli di chiudere solo decimo.

Peccato per Andrea Dovizioso, caduto subito dopo il via, tradito probabilmente da una gomma fredda. Era importante per lui difendere il suo terzo posto nel mondiale e ridurre lo svantaggio su Jorge Lorenzo.

Ecco la classifica completa:

1 – Casey STONER AUS Repsol Honda Team Honda 165,7 42’17.427

2 – Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 165,2 +8.162

3 – Jorge LORENZO SPA Yamaha Factory Racing Yamaha 164,8 +14.209

4 – Marco SIMONCELLI ITA San Carlo Honda Gresini Honda 164,4 +20.646

5 – Ben SPIES USA Yamaha Factory Racing Yamaha 163,9 +27.739

6 – Alvaro BAUTISTA SPA Rizla Suzuki MotoGP Suzuki 163,7 +30.373

7 – Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 163,5 +34.288

8 – Hector BARBERA SPA Mapfre Aspar Team MotoGP Ducati 163,3 +37.305

9 – Cal CRUTCHLOW GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 163,2 +39.652

10 – Valentino ROSSI ITA Ducati Team Ducati 163,1 +39.832

11 – Hiroshi AOYAMA JPN San Carlo Honda Gresini Honda 163,1 +39.997

12 – Randy DE PUNIET FRA Pramac Racing Team Ducati 162,2 +54.717

13 – Colin EDWARDS USA Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 162,0 +58.430

Non classificato

24 Toni ELIAS SPA LCR Honda MotoGP Honda 162,0 8 Giri

65 Loris CAPIROSSI ITA Pramac Racing Team Ducati 162,0 8 Giri

4 Andrea DOVIZIOSO ITA Repsol Honda Team Honda 0 Giro

17 Karel ABRAHAM CZE Cardion AB Motoracing Ducati 0 Giro

MotoGp a Misano – Lorenzo riapre i giochi

Doveva essere la domenica di Stoner, doveva essere una domenica bagnata, doveva essere un’altra domenica di grande sofferenza per Ducati. Niente di tutto questo, Jorge Lorenzo torna a vincere in modo imperiale, non c’è stata la pioggia a sparigliare le carte in tavole e Valentino Rossi ha fatto tutto sommato una bella gara chiudendo in settima posizione.

Jorge Lorenzo fenomenale, ha condotto una gara fantastica rimanendo davanti fin dalla prima curva. E’ rimasto concentrato e veloce per tutta la gara, rispondendo con un passo costante alla pressione di Casey Stoner. L’australiano ha dovuto accontentarsi della terza posizione, riacciuffato anche da Daniel Pedrosa che era rimasto a vista dei primi due. Da metà gara in avanti Stoner ha iniziato ad accusare stanchezza fisica, che non gli ha consentito di rispondere ai tempi di Jorge Lorenzo prima, e alla rimonta di Daniel Pedrosa nel finale.

Bellissima la battaglia per il quarto posto, protagonisti Marco Simoncelli, Andrea Dovizioso e Ben Spies. Marco era tornato su dall’ottava posizione e sembrava averne per distaccare il compagno di marca. Andrea invece si è attaccato al gommone di Marco e i due sono stati insieme per tutto il prosieguo della gara. Ben Spies, in rimonta anche lui, ha dapprima superato Valentino Rossi, e poi si agganciato ai due hondisti. L’ultimo giro è stato da cardiopalma, con sorpassi e controsorpassi tra i due italiani e il texano che ha tentanto il colpaccio un paio di volte. SUl traguardo alla fine ha avuto la meglio Marco Simoncelli, su Andrea Dovizioso e Ben Spies.

Buona gara di Valentino Rossi, che con la sua Ducati settata come a Brno, è riuscito a stare con il secondo gruppo per i primi giri. Poi il ritmo si è alzato e Vale ha dovuto tirare un po’ i remi in barca e accontentarsi della settima posizione.

Ecco la classifica completa:
1 – LORENZO J. – Yamaha Factory Racing – Lap 28
2 – PEDROSA D. – Repsol Honda Team – +7.299
3 – STONER C. – Repsol Honda Team – +11.967
4 – SIMONCELLI M. – San Carlo Honda Gresini – +17.353
5 – DOVIZIOSO A. – Repsol Honda Team – +17.390
6 – SPIES B. – Yamaha Factory Racing – +18.092
7 – ROSSI V. – Ducati Team – +23.703
8 – BAUTISTA A. – Rizla Suzuki MotoGP – +30.678
9 – BARBERA H. – Mapfre Aspar Team MotoGP – +37.502
10 – CRUTCHLOW C. – Monster Yamaha Tech 3 – +37.720
11 – AOYAMA H. – San Carlo Honda Gresini – +39.548
12 – ABRAHAM K. – Cardion AB Motoracing – +40.506
13 – EDWARDS C. – Monster Yamaha Tech 3 – +53.349

MotoGP a Indianapolis – Stoner ancora imbattibile

Lo storico circuito americano è territorio australiano in questo weekend di fine agosto: Casey Stoner si è imposto sul compagno di squadra Daniel Pedrosa e su un ottimo Ben Spies. Per l’australiano è la terza vittoria consecutiva e la settima vittoria di stagione e il suo vantaggio su Jorge Lorenzo sale a 44 punti.

Se la vittoria di Casey Stoner è una conferma dello strepitoso stato di forma del pilota Honda, che sta seriamente mettendo un’ipoteca sul mondiale 2011, il secondo e terzo posto di Daniel Pedrosa e Ben Spies sono risultati inaspettati: il primo infatti ieri pagava quasi 1 secondo al compagno di squadra, e le possibilità di un risultato di rilievo non sembravano essere molte. Il texano di casa Yamaha invece era tra i possibili protagonisti nei pronostici pre-gara, ma nessuno pensava che potesse girare così forte, con tempi talvolta più bassi di quelli del leader di gara. Se non fosse rimasto “imbottigliato” nel traffico alla partenza, con un lieve contatto con Dovizioso, avrebbe potuto probabilmente rimanere insieme ai primi 2 e forsi giocarsi la vittoria con Casey.

Il tracciato di Indianapolis si è rivelato una trappola d’asfalto per quei piloti che hanno scelto di partire con gomme morbide all’anteriore. Le Bridgestone con mescola morbida infatti non hanno consentito di arrivare competitivi sino alla fine e già prima di metà gara hanno cominciato a dare i primi segnali di cedimento. Vittime illustri dell’asfalto americano sono stati per primo Marco Simoncelli, che dalla quarta posizione e sceso in maniera inesorabile chiudendo solo 12esimo.

Ducati in enorme crisi; dopo un ottimo avvio di gara con Nicky Hayden tra i primi, un totale crollo delle gomme ha costretto al ritiro non solo l’americano, ma anche Loris Capirossi e Carel Abraham, giunti ai box con la gomma anteriore completamente finita. Valentino Rossi, dopo aver militato anche nell’ultima posizione a causa di due dritti, ha concluso in decima posizione, confermando il pessimo weekend della casa di Borgo Panigale.

Bella gara per Andrea Dovizioso, primo degli italiani al traguardo. Se la su rimonta su Jorge Lorenzo negli ultimi giri fosse iniziata poco prima, probabilmente sarebbe riuscito a soffiare il quarto posto al pilota spagnolo.

Ecco la classifica finale:

1. Casey STONER AUS HONDA 46’52.786
2. Dani PEDROSA
SPA HONDA 46’57.614
3. Ben SPIES
USA YAMAHA 47’03.389
4. Jorge LORENZO
SPA YAMAHA 47’09.362
5. Andrea DOVIZIOSO
ITA HONDA 47’09.988
6. Alvaro BAUTISTA
SPA SUZUKI 47’23.233
7. Colin EDWARDS
USA YAMAHA 47’32.476
8. Randy DE PUNIET
FRA DUCATI 47’46.202
9. Hiroshi AOYAMA
JPN HONDA 47’46.576
10. Valentino ROSSI
ITA DUCATI 47’48.131
11. Cal CRUTCHLOW
GBR YAMAHA 47’49.970
12. Marco SIMONCELLI
ITA HONDA 47’52.927
13. Toni ELIAS
SPA HONDA 47’54.955
14. Nicky HAYDEN
USA DUCATI 47’38.936

Non Classificati
Hector BARBERA
SPA DUCATI 46’03.510
Karel ABRAHAM
CZE DUCATI 34’36.516
Loris CAPIROSSI
ITA DUCATI 27’47.440