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Festa a Cervera per Marc Marquez

Il primo titolo mondiale MotoGP alla prima stagione nella classe va festeggiato con dovere e tutto il paese di Cervera è in festa per Marc Marquez.

 

Festa a Cervera per Marc Marquez

 

Tornato a Cervera, sua città natale, il neo Campione del Mondo Marc Marquez ha trvoato un’accoglienza molto calorosa da parte dei suoi fan, tifosi e concittadini. Il Sindaco stesso l’ha insignito del titolo di “Figlio prediletto di Cervera“.

 

Un bel modo per rendere onore ad un ragazzo che a soli 21 anni è già entrato nella storia del motociclismo che conta. E così il Fan Club Marc Marquez 93, fondato da amici e vicini di casa, ha organizzato una grande festa nella piazza principale della cittadina, nella quale si sono affollati numerosi motociclisti giunti in parata.

 

Marc ha quindi ringraziato tutti e si è goduto i festeggiamenti: “Sono felicissimo di festeggiare il titolo qui, a casa mia, con tutti i fan che hanno sfidato la pioggia e la neve per essere qui. È un onore ricevere tutto questo affetto dai miei tifosi, un giorno come questo sarebbe grandioso per chiunque, e un titolo così importante non poteva essere festeggiato in modo migliore. Non credevo che tutte queste persone potessero entrare in un posto così piccolo. Ringrazio davvero tutti per il supporto, vedo sempre più gente con la maglietta o le bandiere con il numero 93 ad ogni gara, questa cosa mi gasa tantissimo. Voglio ringraziare anche la mia squadra, non avrei fatto questa festa se loro non avessero reso tutto questo possibile.”

Wayne Rainey parla del suo incidente

Dopo 20 anni da quel fatidico giorno, il tre volte Campione del Mondo della 500 Wayne Rainey parla dell’incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle.

 

Wayne Rainey parla del suo incidente a Misano

 

Quel giorno di vent’anni fa sul circuito di Misano Adriatico, la vita del 34enne Californiano cambiò per sempre. Stava guidando la gara, quando la sua Yamaha YZR500 a più di 280 Km/h: “Non accetterò mai come le cose sono andate a finire, ma mi sono fatto una ragione rispetto a ciò che perso, e questa è la parte più difficile. C’è stato un tempo in cui le gare mi mancavano molto, ma è la vita ciò che mi manca di più.

 

In quel frangente, Wayne non solo guidava la gara, ma stava anche andando verso il suo quarto titolo consencutivo nella classe 500. In 15 secondi però tutto è cambiato: “In un primo momento ho solo pensato ‘Dannazione, ho perso il mondiale’. Priprio in quella particolare curva, proprio in quel particolare giro, proprio in giorno, mi trovavo al massimo della piega e stavo per raddrizzare la moto e ridare gas. Quando sei a gas chiuso tutto il peso è sulla ruota anteriore e stavo correndo il rischio di perdere il davanti.

 

Quando Rainey riprese il mano il gas la ruota posteriore scivolò, generando un high side che sblazò il pilota in aria: “Mentre ero per aria pensai ‘Non provare a stare in piedi’. Quando ricaddi a terra, sentii come se avessi un buco enorme nel petto. Mi sono detto’ Non importa quanto sei ferito, se puoi stare in piedi vuol dire che sei ok.Poco prima che arrivassero i soccorsi, tutto ad un tratto, il dolore stava andando via. Ho pensato che stessi morendo, e questo mi ha spaventato molto.

 

Solo due settimane prima, Rainey era caduto a Donington Park durante le prove riportando una trauma cranico, frattura alle vertebre e la perdita di due unghie. Per timore di non essere considerato idoneo a gareggiare, il pilota non rivelò le lesioni più gravi: “Mi stavo giocando il campionato, se non avessi corso, tutti gli sforzi fatti fino ad allora sarebbero andati persi.

 

La paura è sempre stata per Wayne elemento di grande motivazione: “Non volevo farmi del male, ma volevo guidare più forte di chi stava cercando di battermi. Per questo ho dovuto guidare in un certo modo e, a quanto pare, non erano in molti a potermi stare davanti. Guidare una moto con tanti cavalli ed essere in grado di farle fare cose che avevi visto fare dai tuoi eroi, era per questo che la moto era stata fatta. Se la battaglia diventava più fisica, io diventavo più fisico, amavo anche quello. Non esisteva altro per me.

 

Ora la battaglia di Wayne è per la sua salute. All’inizio di quest’anno, ha dovuto andare più volte al pronto soccorso e sottoporsi a sei cicli di chemioterapia, terminati in maggio. La diagnosi era poliartrite nodosa e infiammazione delle arterie, che gli generavano dei fortissimi mal di testa: “La prima notte presi un’aspirina e non ci pensai più. Ma dopo tre notti di male molto forte, mia moglie Shae ha capito che doveva esserci qualcosa che non andava.

 

Rainey oggi sorride quando gli viene chiesto come si affronta la vita. “Devo convivere con il mio infortunio. Come tutti, ho giorni buoni e cattivi, ma bisogna riconoscere che cosa si può fare e cosa non si può fare. Nella mia carriera, mi sono vantato di aver fatto il possibile per essere forte, e il successo non sempre mi ha portato alle decisioni migliori. C’era sempre l’emozione di lottare per la vittoria, cercando di fare qualcosa sulla moto che i ragazzi contro cui stavo correndo non potevano fare.”

 

Rainey dice che è ora in grado di fare quasi tutto quello che faceva prima dell’incidente, solo in un modo un po’ diverso.

 

 

 

Marc Marquez, le prime dichiarazione da Campione del Mondo

Un ancora incredulo e frastornato Marc Marquez ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da Campione del Mondo della MotoGP, un risultato incredibile che nemmeno lui si aspettava di poter ottenere alla prima stagione.

 

Marc Marquez, le prime dichiarazione da Campione del Mondo

 

Un’impresa incredibile, riuscita solo a pochi colossi del motociclismo, frutto di una stagione condotta da vero pilota, navigato ed esperto, più che da rookie giovane e arrembante. Un talento dche ieri a Valencia ha concretizzato un sogno e che così commenta: “E’ stata davvero una gara lunga, forse la più lunga della mia carriera. All’inizio ero molto nervoso, anche se non l’ho lasciato capire, ma se devo essere sincero lo ero eccome. Jorge ha fatto come al solito una buona partenza e non ero sicuro che tipo di tattica avesse in mente. Ho seguito lui e Dani e poi la gara si è “stabilizzata”.

 

Marc ha dimostrato di avere gran testa ed intelligenza, oltre che un talento sconfinato, avrebbe potuto rischiare, farsi prendere dalla voglia di sfida, lasciare che ancora una volta la vena si chiudesse per andare a contrastare Jorge Lorenzo in fuga. Non l’ha fatto, ha capito cosa c’era in ballo e ha preso la decisione più saggia: “Verso la fine, ho deciso di non spingere come avrei potuto, perché la posizione mi avrebbe permesso di vincere comunque il campionato. E’ stato un anno fantastico, mi sembra ancora un sogno, sono il pilota Campione del mondo della MotoGP, il più giovane della storia! Davvero non mi aspettavo di vincere al debutto, sono davvero molto felice. Ringrazio tutto il mio team, la mia famiglia e, naturalmente, la Honda e tutti i nostri sponsor. Il sostegno da parte di tutti e di tutti i miei fan in tutto il mondo è stato incredibile. Dedico questo campionato a tutti loro”.

Marc Marquez è Campione del Mondo MotoGP

Marc Marquez è diventato oggi sul circuito di Valencia il più giovane Campione del Mondo della classe regina, una stagione perfetta che lo fa entrare di dirtitto nella storia del motociclismo mondiale.

 

Marc Marquez è Campione del Mondo MotoGP

 

A soli 20 anni, il pilota spagnolo di Cervera eguaglia un mito del calibro di Kenny Roberts, che 35 anni fa ottenne il titolo mondiale da rookie di categoria. Marc voleva vincere oggi, ma l’intelligenza con cui ha condotto la gara e il titolo fanno cancellare il rammarico per non aver “stravinto”.

 

La gara di oggi mette fine ad una battaglia epocale con il rivale Jorge Lorenzo, impeccabile anche tra le curve di Valencia. La strategia del Maiorchino era chiara fin dal via, tenere unito il gruppo con un ritmo di gara basso, in modo da alzare il rischio di bagarre e portare il nr 93 all’errore. Jorge parte a fionda e si porta subito davanti, inseguito da Daniel Pedrosa, che comincia a punzecchiare il 99 della Yamaha con sorpassi e controsorpassi.

 

Marquez rimane tranquillo spettatore in terza posizione, fino a quando si ritrova primo dopo un quasi contatto alla curva 2 tra Lorenzo e Pedrosa.

 

La strategia del ritmo basso però non dura tanto; Lorenzo, tornato in testa alla corsa, comincia a limare decimi e il gruppo si sgrana rapidamente. A quel punto le posizioni si cristallizzano e il mondiale di Marc prende sempre più consistenza. A cinque giri dal termine Pedrosa passa Marquez che gli lascia intelligentemente strada.

 

La vittoria di Lorenzo vale l’ottavo successo stagionale per il pilota Yamaha, ma si traduce anche nel primo titolo mondiale di Marc Marquez al primo anno nella classe regina.

Tom Sykes pensa alla MotoGP

Il neo Campione del Mondo SBK Tom Sykes è stato intercettato a Eicma 2013 e ha rilasciato un’intervista nella quale non nega il suo interessamento al mondiale MotoGP.

 

Tom Sykes pensa alla MotoGP

 

La vittoria di quest’anno ha consacrato qualcosa che ai più era già più che chiaro: il talento e le capacità di Tom Sykes sono molto elevate e la superiorità che il pilota inglese ha dimostrato nella stagione appena conclusa si unisce alla grande costanza nei risultati (9 vittorie, 8 superpole e 18 podi), che hanno anceh consentito a Kawasaki di tornare a vincere dopo 20 anni dall’ultimo mondiale con Scott Russell.

 

Tom pensa già avanti, certamente alla prossima stagione 2014 in SBK, nella quale dovrà difendere il titolo contro le altre case, prima fra tutte Aprilia: “Il prossimo anno l’Aprilia sarà ancora forte e in più ci sarà Melandri, probabilmente sarà lui il mio principale rivale. Noi siamo abbastanza tranquilli, la moto va forte e sono sicuro che Kawasaki ci darà lo stesso ottimo supporto che abbiamo avuto quest’anno per mantenere il titolo in casa“.

 

Un pensiero anche a quello che potrà essere il suo futuro, abbaracciando (why not) la sfera MotoGP: “La MotoGP mi tenta parecchio, ci ho pensato spesso, mi piacerebbe correre con i prototipi. Il problema è che se non hai da subito un posto nelle 4 moto migliori non hai la speranza di vincere, forse solo qualche podio, ma tutti gli sforzi, se non hai una Honda o una Yamaha servono a ben poco, quindi se ricevessi offerte per la MotoGP accetterei solo quelle delle squadre più forti“.

Tom Sykes è Campione del Mondo

Con il terzo posto ottenuto in gara 1 a Jerez, Tom Sykes tiene fede ai pronostici e si laurea Campione del Mondo SBK 2013, con una manche di anticipo sulla fine della stagione.

 

Tom Sykes Campione del Mondo a Jerez

 

Gara impeccabile per Sykes che ha gestito bene la situazione senza prendersi rischi inutili, soprattutto quando si è reso conto che Eugene Laverty e Marco Melandri avevano un altro passo e se le sarebbero date di santa ragione.

 

Titolo strameritato per il pilota Kawasaki, che già lo scorso anno era andato vicinissimo al colpaccio, svanito per solo mezzo punto. Quest’anno la consistenza e la competitività di Sykes non sono mai mancate, è sempre stato li davanti ottenendo anche più di una doppietta, l’ultima proprio a Magny Cours.

 

Bravo Tom e brava Kawasaki che però non vince il titolo costruttori, che va invece ad Aprilia. Del resto, Kawasaki ha sempre lottato sostanzialmente con un solo pilota.

Tony Cairoli Campione del Mondo per la settima volta

Sul tracciato di Matterley Basin il nostro Antonio Cairoli si è laureato Campione del Mondo per la settima volta, vincendo gara 1.

Tony Cairoli Campione del Mondo per la settima volta

Il colpaccio gli era sfuggito nel GP del Belgio, ma ieri tutto è andato per il verso giusto e il pilota della KTM ha potuto così festeggiare il suo settimo titolo iridato, il quinto di fila nella MX1 (2009, 2010, 2011, 2012 e 2013). Il messinese continua quindi la sua corsa nelle strade della leggenda, inquadrando nel suo mirino sua maesta Stefan Everts, l’unico ad aver vinto più di lui.

Le parole di Tony: “È speciale vincere un altro titolo con la KTM perchè loro mi hanno sempre supportato. Ogni titolo è differente dall’altro: ovviamente il primo è quello che ricordo di più, ma tutti sono speciali. Da quando la mia mamma è mancata, tutti i titoli li dedico a lei e questo mi fa conservare la motivazione per vincere”.

“La stagione è andata molto bene, in effetti è stato più facile di quanto mi aspettassi, nonostante le voci che giravano ad inizio stagione sul fatto che sarebbe stato difficile vincere nuovamente il titolo. Ma ho guidato bene, i miei avversari hanno fatto qualche errore e io ho potuto prendere del vantaggio” ha aggiunto poi Cairoli in conferenza stampa.

Ecco il video:

Jorge Lorenzo sui quad a Livigno

Prima di partire per il tour in Indonesia con Yamaha, Jorge Lorenzo si distrae per qualche giorno a Livigno, al seguito del team Forward Racing, dove nel 2013 correrà il suo amico Ricky Cardus.

Relax e divertimento per il Campione del Mondo della MotoGp 2012. Presso la rinomata stazione sciistica delle Alpi Italiane infatti il maiorchino ha potuto partecipare ai numerosi eventi organizzati per l’occasione, che comprendevano quad su ghiaccio e una sciata notturna. Venerdì e sabato, Lorenzo ha partecipato al rally di Livigno, sempre su ghiaccio.

Mercoledì Lorenzo inizierà il tour in Indonesia, dove, insieme al compagno di squadra Valentino Rossi, parteciperà a vari eventi con il team Yamaha Factory Racing.

Foto: motogp.com

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Max Biaggi annuncia il suo ritiro

Forse una delle carriere più lunghe e ricche di risultati quella di Max Biaggi, che oggi nella conferenza stampa di Vallelunga annuncia il suo ritiro dalle corse.

Vallelunga è la pista fulcro della carriera di Max, che qui ha inziato nel 1989 e qui termina dopo 23 anni di corse e 6 titoli mondiali. Il ritiro dal mondo delle corse arriva con la corona di Campione del Mondo sul capo, senz’altro il modo migliore per salutare un mondo che probabilmente non resterà senza di lui.

Max sta infatti coltivando l’idea di rimanere in SBK (o nel mondo delle corse) come Team Manager, magari proprio con quell’Aprilia che lo ha fatto crescere e diventare quel campione che è stato, sia ai tempi della 250, sia ora con la RSV4.

Ecco le parole di Max alla conferenza stampa: “È stata la notte più lunga, ma io sono contento di lasciare adesso. Non voglio essere come i politici attaccati alla poltrona. Ci ho pensato molto, mi son detto continuo 1 o 2 anni o mi fermo? E ho deciso di lasciare ora. La famiglia ha contato nella mia decisione. È venuto anche il momento di dedicare un po’ di tempo alla mia famiglia.

Ma oggi non voglio che sia un giorno triste. Al contrario di Doohan, io smetto perché voglio smettere e non perché non ero competitivo. Ho scritto pagine importanti della storia delle moto. Avevo un contratto, volendo, ma lascio senza rimpianti. Anzi ringrazio tutti quelli che mi hanno accompagnato in questi 20 anni. È stata comunque una scelta molto difficile ma non forzata da nessuno, oggi lascio in piedi sulle mie gambe, altri hanno avuto gravi infortuni.

Non pensavo, comunque, di avere il coraggio di dire basta. Non c’erano altri problemi, di tipo economico o organizzativo, ma solo la volontà di prendere una decisione. L’Aprilia è stata un’importante compagna di viaggio con cui abbiamo scritto pagine significative della storia del motociclismo. È stato un vero amore in tutti i suoi aspetti: ci siamo lasciati, abbiamo litigato, ci siamo ritrovati… E per questo mi fa piacere lasciare da Campione del Mondo con loro.

Essere scaricato dalla Honda in MotoGP nel 2005 e poi essere riuscito a vincere due titoli in Superbike è stata la migliore risposta che avrei potuto dare. È difficile per me ripercorrere la mia carriera oggi, mentre sto realizzando che inizia una nuova fase della mia vita Sto pensando a una collaborazione con l’Aprilia fuori dalle corse, presto avrete notizie in merito”.

Fonte immagine: www.aprilia.it

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Jorge Lorenzo è Campione del Mondo MotoGp 2012

I pronostici lo avevano già annunciato: la rincorsa di Daniel Pedrosa al titolo mondiale sarebbe stata difficile, pressochè impossibile visto il vantaggio che Jorge Lorenzo portava con sè alla vigilia del Gran Premio di Phillip Island.

Il pilota spagnolo di casa Yamaha non ha potuto contrastare il ritmo infernale imposto da Stoner, ma è riuscito ad agguantare il secondo posto, portando il suo vantaggio a 43 punti su Pedrosa e chiudendo così matematicamente i giochi per il campionato. Lorenzo conquista il suo secondo titolo mondiale nella classe regina, ed è il primo pilota spagnolo ad ottenere questo risultato.
Sul circuito australiano Casey Stoner si conferma imbattibile, conquistando la sesta vittoria consecutiva su questo tracciato. Non c’era certamente modo migliore per il pilota di casa per salutare i suoi tifosi accorsi da ogni parte del paese. “Era importante vincere prima della fine stagione e sono contentissimo di averlo fatto oggi sulla pista di casa davanti a così tanta gente. E’ stato il modo migliore per salutare tutti. Prima della gara ero nervoso, ma le condizioni erano semplicemente perfette per fare una bella gara a Phillip Island! Quando mancavano pochi giri alla fine e sapevo di poter contare su un buon margine, ho guardato il pubblico ed è stato fantastico vedere tutto il loro affetto, il loro supporto mi ha reso molto fiero di essere australiano. Desidero congratularmi con Jorge, ha fatto una stagione  quasi perfetta, finendo primo o secondo quando è stato possibile, e sono dispiaciuto di non esser stato nella lotta per il campionato, ma ho fatto degli errori e le cose sono andate così. Grazie a tutti ed un pensiero ai tantissimi fans che sono venuti a Phillip Island per sostenermi”.

Daniel Pedrosa deve dire addio al suo mondiale; a causa di un errore commesso nelle fasi inziali della gara, lo spagnolo ha dovuto abbandonare la gara e con essa le sue speranze di tenere aperto il mondiale fino a Valencia. “Sono più triste che deluso. Ho spinto al massimo, ho fatto tutto quello che c’era da fare e non ho rimpianti per come ho guidato, soprattutto quest’anno. Sono molto orgoglioso del mio team e dei miei risultati durante tutta la stagione. Dopo l’incidente di Misano, abbiamo dimostrato la nostra forza e le nostre capacità. Sono triste perché non siamo mai stati così vicini al titolo, ma sono anche fiero per tutto quello che ho ottenuto finora. Per quanto riguarda la caduta di oggi, non è stato niente di strano, ero largo in curva, avevo del chattering e ho perso il davanti, forse anche le gomme non erano ancora sufficientemente calde, ma è andata così. Congratulazioni a Casey per la sua sesta vittoria sulla pista di casa e a Lorenzo perché si è meritato il titolo, così come Marc Marquez in Moto2”.

Fonte immagine: www.motogp.com

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