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MotoGP ad Assen, conferenza stampa e primi risultati

Conferenza stampa dei piloti ad Assen

La consueta conferenza stampa pre weekend, anticipata al mercoledì, si è aperta ad Assen con un ironico siparietto sulla storia del TT. A rispondere per primo è ovviamente Valentino Rossi, che oltre all’esperienza può vantare anche il numero più alto di successi: “Si corre di sabato perchè il prete di Assen non voleva che la domenica si facesse troppo baccano durante la funzione: però mi sa che gli doveva piacere più la Superbike, perchè questa tradizione vige solo per la MotoGP”.

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E in effetti la risposta del Vale è corretta come confermato da Egbert Braakman, Race Secretary ad Assen tra il 1970 e il 2006.: “Il motivo per cui si correva al sabato risale al fatto che la chiesa sorgeva proprionei pressi del traguardo. Il Comune non voleva impedire alle persone di andare in chiesa alla domenica, essendo tutte le strade chiuse per la gara. Fu questa la ragione principale per la quale la gara andò in scena il sabato. Scelta che si rivelò un successo, quindi continuammo a adottarle la stessa linea. Adesso è ormai una tradizione avere il nostro Grand Prix al sabato, quando tutte le gare, su qualsiasi altro circuito, si corrono di domenica.

I commenti di Valentino Rossi sulla gara

Dopo le battute iniziali, il Dottore torna a parlare del weekend di gara: “Mi piace questo tracciato, per me ha un sapore speciale. Sono l’unico qui ad aver corso in tutte le altri classi sul vecchio tracciato, prima che cambiasse nel 2006. L’anno scorso non ero così forte come in questa stagione, non avevamo iniziato con il piede giusto, ma il sabato siamo poi stati bravi a trovare il bandolo della matassa. Come detto, mi sento più forte ma non per questo possiamo star tranquilli perchè tutti, a cominciare da Marc [Marquez] siamo migliorati rispetto a 1 anno fa. Le Honda vanno forte in frenata, ma la nostra M1 qui puó dire la sua”.

Piloti Honda fiduciosi nonostante la pista non proprio amica

Assen è da sempre un tracciato sul quale lo scorso anno le Honda subirono il dominio delle Yamaha. Marc Marquez ha chiuso oggi con il secondo tempo assoluto dietro alla sorpresa open Aleix Espargaro: “Oggi è andata abbastanza bene e sono contento, perchè l’anno scorso abbiamo sofferto molto su questo circuito. Credo sia un buon tracciato, tanto per la Honda quanto per la Yamaha; l’anno scorso loro erano messi meglio, forse quest’anno toccherà a noi essere un passo avanti; mi sento a mio agio e sono contento del mio ritmo. Vediamo cosa accadrà domani con le temperature più basse; vediamo se riusciamo a restare allo stesso livello dei nostri rivali“.

MotoGP in Francia, le dichiarazioni dei piloti in conferenza stampa

Conferenza stampa a Le Mans, c’è chi sorride e chi no

Stati d’animo contrastanti sono quelli che emergono dalla conferenza dei piloti a Le Mans, teatro del quinto appuntamento del mondiale MotoGP 2014. Da una parte Marquez, Rossi e un fiducioso Dovizioso fanno trasparire soddisfazione per quanto fatto fino ad ora, dall’altra c’è chi come Jorge Lorenzo deve fare i conti con l’inizio di stagione probabilmente peggiore della carriera.

MotoGP Le Mans 2014 Conferenza stampa

Marc Marquez: “Sono molto contento di aver raggiunto questo accordo e di continuare a lavorare con questo team per altre due stagioni. Per me è un sogno che si è realizza e li ringrazio per questa possibilitá. Le Mans è sempre un tracciato particolare, specie per le condizioni che cambiano. L’inizio di stagione è stato esaltante, ma ovvio che non le posso vincere tutte, bisogna esser intelligenti e realisti, e accettare con serenitá anche piazzamenti a podio. Riguardo il mio rinnovo con Honda il mio obiettivo era di continuare a correre con HRC: ho rinnovato per altri due anni e sono contento… Non ho chiesto chi sarà il mio compagno di squadra e non mi interessa. Ovviamente Repsol Honda, che è la miglior squadra in MotoGP, vorrà un pilota forte… Sinceramente non mi importa chi potrà affiancarmi l’anno prossimo”.

Valentino Rossi: “Faró di tutto per non rendere facile la vita a Marc, cosí da lasciare intatto il mio record di 5 vittorie consecutive. Abbiamo provato molto il lunedì di test a Jerez, sono andato forte anche nel “Time Attack” e cercheró di ripetermi anche in qualifica ora. Mi è piaciuto in paricolare il nuovo telaio, tanto che lo utilizzeró qui. Sono contento perchè ho giá raggiunto 2 podi in 4 gare. Non è stato ancora possibile superare Marc ma stiamo poco a poco migliorando. Le Mans non è il massimo dei circuiti, ma la Yamaha è sempre andata molto forte qui. Sinceramente mi sento meglio e mi sto divertendo un sacco, che è l’ideale per continuare a correre e lavorare con Yamaha e la mia squadra. Il mio obiettivo è siglare un nuovo contratto per due stagioni e credo che nelle prossime settimane, durante le prossime gare, parleremo con la Yamaha”.

Andrea Dovizioso: “Non immaginavo di trovami qui giá a questo punto del Campionato, sono molto felice dei risultati e di esser qui a Le Mans, questo circuito mi ha sempre dato buone sensazioni. Oltre al lunedì post-gara di Jerez, all’inizio di questa settimana abbiamo provato anche al Mugello, concentrandoci su un diverso setup e dei piccoli interventi al telaio. Per quanto riguarda il mio possibile rinnovo con Ducati, questi primi due anni sono stati una sorta di investimento e dispiacerebbe lasciare ora che si incomincia a vedere la luce e c’è un impostazione per il lavoro futuro. Il rinnovo sarebbe però ancora una volta una scommessa, perché è impossibile provare quella che sarà la Desmosedici 2015 prima della firma. Dovrei rinnovare ancora una volta la mia fiducia“.

Jorge Lorenzo: “Non siamo certo nella posizione che ci aspettavamo, abbiamo iniziato male ma dall’Argentina abbiamo invertito la tendenza e ottenuto quantomeno i primi punti; peccato non esser riusciti a salire sul podio a Jerez, dopo esser stati a lungo tra i primi tre. Nel test del lunedì successivo alla gara mi sono concentrato sullo pneumatico morbido, e penso sia questa l’opzione migliore qui a Le Mans, circuito storicamente favorevole alla Yamaha. Per il futuro non c’è fretta: è ancora presto, siamo soltanto alla quinta gara. La mia priorità non cambia: voglio restare in Yamaha, correre sempre con questo marchio fino al termine della mia carriera. Ci lavorerà il mio manager, in questo momento sono concentrato esclusivamente sulla pista“.

MotoGp in Argentina, la conferenza stampa dei piloti

Tutto pronto per il primo GP in Argentina sul circuito Termas de Rio Hondo

La MotoGP torna in Argentina dopo un’assenza di 15 anni; era infatti il 1999 quando sul circuito Oscar A. Galvez a Buenos Aires, Kenny Roberts Jr vinse nella categoria 500 sulla sua Suzuki. Quest’anno, su un circuito nuovo, il favorito è ancora una volta Marc Marquez, forte delle due vittorie nelle prime due gare della stagione.

MotoGp in Argentina, la conferenza stampa dei piloti

Le dichiarazioni di Marc Marquez in conferenza stampa

Sarà un weekend interessante perchè il circuito è nuovo per tutti. Dobbiamo lavorare un po’ di più per raggiungere la perfetta messa a punto. Ci sono curve interessanti, il layout del tracciato è molto bello e la gamba è migliorata. È la prima gara che corriamo in Sudamerica, i tifosi qui sono appassionati come gli spagnoli e gli italiani. Dal Qatar mi sento più forte e ogni vittoria mi da tanta fiducia. La pressione c’è sempre perchè la gente si aspetta sempre di più. Noi proviamo a fare del nostro meglio.

Valentino Rossi pensa al podio mancato in America

Era un altro circuito, ma il nove volte Campione del Mondo è l’unico pilota della classe regina ad essere già stato nel paese sudamericano. Ecco le sue parole: “Non è la prima volta per me in Argentina, senza contare che in Sudamerica avevamo corso anche in Brasile. Allora il circuito di Buenos Aires era abbastanza difficile, mentre la prima impressione di questa pista è stata molto positiva, sia per la scorrevolezza che per le strutture che vi sono. Ad Austin ho avuto un problema allo pneumatico e senza di quello il podio era alla mia portata.

Incognita gomme e wild card d’eccezione

Non rimane dunque che vedere quali saranno gli sviluppi in pista, considerando come è ovvio che sia la grossa incognita gomme. Bridgestone, dopo le problematiche affrontate in America, dovrà tenere la guardia alta per non incappare in una nuova disastrosa performance che la metterebbe definitivamente in una posizione davvero scomoda.

Nella categoria Moto2 invece ci sarà l’apparizione di Sebastian Porto, ex pilota argentino, che parteciperà in rappresentaza del suo Pease in sella a una Kalex del team Argentina TSR Motorsport.

Valentino Rossi annuncia la separazione da Jeremy Burgess

Durante la conferenza stampa di apertura del weekend di Valencia, Valentino Rossi ha annunciato la decisione di separarsi dal suo storico capo meccanico Jeremy Burgess.

 

Valentino Rossi annuncia la separazione da Jeremy Burgess

 

Valentino ha voglia di tornare a vincere, e per farlo ha bisogno di rimescolare le carte. E allora quelle voci secondo cui i rapporti tra lui e Burgess non erano più così idilliaci sembrano ora trovare una conferma nei fatti: da lunedì Jeremy Burgess non sarà più il capo meccanico di Valentino Rossi, dopo 13 anni di successi (gli ultimi 3 esclusi).

 

Il Dottore sta cercando nuove motivazioni, nuovi stimoli, quasi che fosse la presenza del guru australiano a limitare le visioni di grandezza del pesarese, che così ha dichiarato: “Per me Jeremy è stato come un padre nel mondiale ma sento di aver bisogno di nuovi stimoli, ci siamo parlati oggi. Il prossimo metà anno sarà molto importante per me, devo cercare nuove motivazioni, nelle ultime gare avevo pensato di voler lavorare in maniera diversa. Lui sarebbe rimasto anche il prossimo anno, ma io ho intenzione di cercare di rinnovare per i prossimi due. Alla fine ci siamo abbracciati, mi ha capito“.

 

Non si sa ancora il nome del successore di Burgess: “Jeremy non ci sarà lunedì” ha continuato Valentino, “non abbiamo ancora preso una decisione su chi prenderà il suo posto. Per il momento a guidare la squadra saranno Matteo Flamigni e Hiroya Atsumi, come nei test di Brno di quest’anno dove Burgess non era potuto venire”.