Misano

Max Biaggi, il Campione ha sempre fame

Vai forte a chiacchiere… Guardatevi l’inizio di Rocky 4, c’è Apollo che parla con Rocky e gli dice: “No Stallone, tu credi di cambiare, ma non puoi cambiare quello che sei in realtà. Noi siamo nati con l’istinto omicida e non è una cosa che si può spegnere o accendere come una radio. Dobbiamo restare sempre al centro della mischia perchè siamo dei combattenti. Senza lo stimolo di una sfida, il guerriero può anche morire!

Chissà se a Max Biaggi piacciono i film di Rocky, del grande campione che è venuto dal nulla ed è salito in cima al mondo. Di certo, il messaggio di Apollo al suo grande amico e rivale rispecchia in parte la grande impresa che il pilota romano ha fatto nel suo weekend SBK a Misano. O almeno, se fossi io Max mi sentirei proprio come Apollo che non vuole, per nessun motivo, ignorare il fuoco che gli brucia dentro.

Pronti via e venerdì Max è davanti a tutti. Io ci ho creduto per un momento che potesse trasformare in realtà il sogno di rientrare dopo 2 anni e mezzo di solo commento tecnico, e pettinare per benino tutta la compagnia. Non credo del resto di essere l’unico su questo pianeta a considera Max Biaggi più forte di tanti dei piloti che oggi popolano la griglia di partenza del Mondiale SBK. Chiariamo, non voglio sminuire né togliere nulla a nessuno, ma il talento di Max credo sia merce rara, con pochi casi di similitudine tra i colleghi attuali.

Una prestazione da ricordare, comunque

Vittoria si vittoria no, podio si podio no, la prestazione di Max durante tutto il week end è stata di quelle da ricordare. E di quelle che fanno anche riflettere sulla bellezza di questo sport (se mai ce ne fosse bisogno, intendiamoci).

Uno sport che necessita di tante cose. Il talento certo, quello non può mancare perché altrimenti mai potresti guidare la moto come fanno questi grandi campioni. Ma è evidente che lui da solo non basta. Dietro ai successi e alle performance di qualunque pilota c’è la preparazione, atletica e mentale. E diciamola tutta, nonostante i suoi 44 anni di età, Max ha dimostrato di averne ancora tanta.

È mancata probabilmente soltanto un po’ di attitudine alla gara, quella che ti fa partire al meglio al via senza rimanere intruppato nel groppone, quella che ti consente di prendere il ritmo di gara il più rapidamente possibile e non perdere così il treno dei più veloci. Insomma, l’abitudine a sgomitare in mezzo ad altri avversari, al contatto praticamente costante con il limite, sia quello del pilota che quello della moto.

Max, nel weekend di Misano è stato ben al di sotto di quel limite, giustamente ed intelligentemente, a mio avviso: “…da quando provo questa moto non sono mai caduto una volta. A volte cadere, fare una scivolata, non è proprio un male, perché ti aiuta a capire dove sia il limite tuo e della moto. Io non ho cercato il limite mio e della moto. Non sono più un pilota professionista che corre stabilmente nel Mondiale e quindi ho spinto certamente al massimo, come tutti i miei avversari, ma probabilmente non al limite.

A Max Biaggi…

È stato veramente bello Max vederti tornare sulla griglia di partenza del Mondiale. Lo dico da appassionato di moto e da inguaribile tuo fan fin da quando vincevi il primo titolo (conservo gelosamente la tua foto con dedica che tuo papà diede a mio papà credo almeno 20 anni fa in un bar di Roma). Però devo essere onesto, e concordare con il buon Zamagni, quando dice che probabilmente i tuoi due sesti posti hanno di fatto salvato un campionato che altrimenti avrebbe pagato un ulteriore smacco circa il livello generale dei piloti.

E allora grazie due volte, per lo spettacolo che hai saputo dare e per l’attenzione mediatica che spero la SBK non perda mai.

Sei Grande, Campione!

SBK a Misano, dominio assoluto di Tom Sykes e Kawasaki

Predominio verde nelle due manche di Misano

Tom Sykes e Kawasaki dettano legge sul circuito romagnolo di Misano intitolato a Marco Simoncelli. Nuova doppia doppietta per il duo del marchio giapponese che monopolizzano entrambe le manche senza possibilità di interferenze da nessun avversario.

SBK a Misano, dominio assoluto di Tom Sykes e Kawasaki

La partenza dalla pole position hanno consentito al pilota inglese di capitalizzare velocemente il vantaggio sugli inseguitori, che nulla hanno potuto per contrastare l’equilibrio tecnico e la competitività di una Kawasaki che mai come oggi sembra aver trovato uno standard di messa punto che la rende efficacie su tutte le piste. Non solo Sykes infatti li davanti, anche il compagno di squadra Loris Baz pare proprio aver trovato il giusto feeling con ZX-10R.

Ecco le dichiarazioni dei protagonisti:

Tom Sykes: “Sono piacevolmente sorpreso da questi risultati, ma sapevo che l’adrenalina e la concentrazione mi avrebbero dato qualcosa in più. Tutto è andato come previsto in gara uno. Sapevo di avere avuto qualche limitazione nell’intero weekend ed ho spiegato al mio capo tecnico quali problemi avevo. Abbiamo lavorato molto per tutto il weekend ed abbiamo trovato un buon setup per la mia Ninja ZX-10R ed in fine sono stato io a dare il tocco finale e sono molto felice per questo. I tempi sul giro sono stati ottimi specialmente all’inizio e sono rimasto sorpreso di poter mantenere quel ritmo in gara uno. L’anteriore e il posteriore si muovevano molto, ma il feedback dalla moto è stato fantastico e quindi devo ringraziare tutti i meccanici che hanno lavorato molto per affrontare le mie richieste, sempre più esigenti. In gara due è stato ancora più difficile: la moto si muoveva molto di più.

Loris Baz: “Penso che oggi Tom fosse semplicemente troppo veloce e non ho potuto seguirlo in gara. Nella prima ho pensato di potercela fare, ma dopo dieci giri ho constatato che lui era più veloce. Ho pensato che potevo andare forte negli ultimi giri, ma Tom aveva un ottimo ritmo ed ha anche fatto il nuovo record della pista, girando in 1’35, una prestazione che nessuno sino ad allora era stato in grado di fare. In gara due Tom era più veloce di me sin dall’inizio. Avevo Marco Melandri alle mie spalle e sono riuscito a tenerlo dietro. Sono davvero felice di esserci riuscito perché ha cercato di superarmi almeno un paio di volte. Sappiamo che è un pilota esperto è quindi penso che questa sia una delle migliori gare che io abbia mai fatto. Non ho fatto nessun errore e a quel punto è stato difficile per lui passarmi. Sono davvero felice e non vedo l’ora di tornare in pista per la prossima gara a Portimao. Sono sicuro che la mia prima vittoria della stagione arriverà molto presto.

SBK a Misano, il mondiale delle derivate di serie torna in Romagna

Un gradito ritorno della SBK a Misano

Il settimo round della stagione SBK accenderà i riflettori del Misano World Circuit Marco Simoncelli. Dopo un anno di assenza dal calendario mondiale delle derivate di serie, il tracciato romagnolo accoglie nuovamente team e piloti.

SBK a Misano questo weekend

Pronostici difficili per un weekend di gara che si preannuncia molto combattuto

Sorvegliato speciale del week end, ovviamente, è Tom Sykes. L’inglese della Kawasaki infatti ha conquistato qui le ultime due pole disputate, senza però riuscire a trasformarle in altrettante vittorie. Ecco perchè il Campione del Mondo in carica cercherà con ogni sforzo di mettere fine a questa non aurea statistica.

Altro favorito è Jonathan Rea che dopo un deludente week end in Malesia, è ansioso di tornare a podio soprattutto qui a Misano, pista che piace al pilota Honda e che negli anni passati lo ha visto un po’ altalenante.

In casa Aprilia c’è molto fermento. Misano è un po’ la gara di casa e sia Sylvain Guintoli che Marco Melandri sono a caccia di risultati in ottica mondiale. Il primo ha sempre ottenuto risultati di buon livello sul circuito romagnolo, mentre il secondo può considerarsi un grande conoscitore della pista, avendo disputato numerose gare sia in SBK che in MotoGP.

Gara in pedalò per i piloti della SBK

I piloti intanto cercano di allentare la tensione pre week end con una bella gara in pedalò: divisi in coppie, le squadre di Corti/De Rosa, Zanetti/Andreozzi e Canepa/Barrier si sono sfidate per la conquista del successo finale.

sfida in pedalo per i piloti SBK a Misano

A Misano una rotonda dedicata a Marco Simoncelli

Misano conferma il suo attaccamento a Marco Simoncelli, approvando il progetto per la realizzazione di una rotonda e di una strada che costeggia l’autodromo già intitolato al campione di Coriano.

A Misano una rotonda dedicata a Marco Simoncelli

Marco Simoncelli rimane e rimarrà sempre nei cuori di tutti gli appassionati che lo hanno visto andar via in quel fatidico 23 ottobre 2011 a Sepang. A Misano però esiste un particolare attaccamento al pilota che li era a casa sua, nel suo ambiente e nel suo mondo.

Viene così approvato dal consiglio comunale un nuovo progetto che consiste nella realizzazione di una rotatoria e di una strada intitolate al Sic. La rotonda Marco Simoncelli verrà percorsa prima di via Simoncelli, lunga 1 km, che costeggia le mura dell’autodromo parallelamente all’Autostrada A14, per accedere al Word Misano Circuit. Sulla rotonda inoltre sarà posizionata la scultura dell’artista Fernando Caciorgna di Castelfidardo, che ha riprodotto su marmo la copertina del libro “Dio bo che bello!”.

Una memoria, quella di Marco, che rimane nitida anche grazie ad una delle ultime inziative di papà Paolo Simoncelli, che poche settimane fa ha dato vita ufficialmente al nuovo team SIC 58 Squadra Corse, che partecipaerà con due giovanissimi piloti (Mattia Casadei e Kevin Sabatucci) e le Honda RS125GP al Campionato Italiano PreGP 2013.

Wayne Rainey parla del suo incidente

Dopo 20 anni da quel fatidico giorno, il tre volte Campione del Mondo della 500 Wayne Rainey parla dell’incidente che lo ha costretto sulla sedia a rotelle.

 

Wayne Rainey parla del suo incidente a Misano

 

Quel giorno di vent’anni fa sul circuito di Misano Adriatico, la vita del 34enne Californiano cambiò per sempre. Stava guidando la gara, quando la sua Yamaha YZR500 a più di 280 Km/h: “Non accetterò mai come le cose sono andate a finire, ma mi sono fatto una ragione rispetto a ciò che perso, e questa è la parte più difficile. C’è stato un tempo in cui le gare mi mancavano molto, ma è la vita ciò che mi manca di più.

 

In quel frangente, Wayne non solo guidava la gara, ma stava anche andando verso il suo quarto titolo consencutivo nella classe 500. In 15 secondi però tutto è cambiato: “In un primo momento ho solo pensato ‘Dannazione, ho perso il mondiale’. Priprio in quella particolare curva, proprio in quel particolare giro, proprio in giorno, mi trovavo al massimo della piega e stavo per raddrizzare la moto e ridare gas. Quando sei a gas chiuso tutto il peso è sulla ruota anteriore e stavo correndo il rischio di perdere il davanti.

 

Quando Rainey riprese il mano il gas la ruota posteriore scivolò, generando un high side che sblazò il pilota in aria: “Mentre ero per aria pensai ‘Non provare a stare in piedi’. Quando ricaddi a terra, sentii come se avessi un buco enorme nel petto. Mi sono detto’ Non importa quanto sei ferito, se puoi stare in piedi vuol dire che sei ok.Poco prima che arrivassero i soccorsi, tutto ad un tratto, il dolore stava andando via. Ho pensato che stessi morendo, e questo mi ha spaventato molto.

 

Solo due settimane prima, Rainey era caduto a Donington Park durante le prove riportando una trauma cranico, frattura alle vertebre e la perdita di due unghie. Per timore di non essere considerato idoneo a gareggiare, il pilota non rivelò le lesioni più gravi: “Mi stavo giocando il campionato, se non avessi corso, tutti gli sforzi fatti fino ad allora sarebbero andati persi.

 

La paura è sempre stata per Wayne elemento di grande motivazione: “Non volevo farmi del male, ma volevo guidare più forte di chi stava cercando di battermi. Per questo ho dovuto guidare in un certo modo e, a quanto pare, non erano in molti a potermi stare davanti. Guidare una moto con tanti cavalli ed essere in grado di farle fare cose che avevi visto fare dai tuoi eroi, era per questo che la moto era stata fatta. Se la battaglia diventava più fisica, io diventavo più fisico, amavo anche quello. Non esisteva altro per me.

 

Ora la battaglia di Wayne è per la sua salute. All’inizio di quest’anno, ha dovuto andare più volte al pronto soccorso e sottoporsi a sei cicli di chemioterapia, terminati in maggio. La diagnosi era poliartrite nodosa e infiammazione delle arterie, che gli generavano dei fortissimi mal di testa: “La prima notte presi un’aspirina e non ci pensai più. Ma dopo tre notti di male molto forte, mia moglie Shae ha capito che doveva esserci qualcosa che non andava.

 

Rainey oggi sorride quando gli viene chiesto come si affronta la vita. “Devo convivere con il mio infortunio. Come tutti, ho giorni buoni e cattivi, ma bisogna riconoscere che cosa si può fare e cosa non si può fare. Nella mia carriera, mi sono vantato di aver fatto il possibile per essere forte, e il successo non sempre mi ha portato alle decisioni migliori. C’era sempre l’emozione di lottare per la vittoria, cercando di fare qualcosa sulla moto che i ragazzi contro cui stavo correndo non potevano fare.”

 

Rainey dice che è ora in grado di fare quasi tutto quello che faceva prima dell’incidente, solo in un modo un po’ diverso.

 

 

 

Monza esclusa dal calendario SBK 2014

Lo storico circuito brianzolo di Monza pare verrà esonerato dal calendario 2014 del Mondiale SBK, carenza di sicurezza la motivazione.

 

Monza esclusa dal calendario SBK 2014

 

È praticamente ufficiale, l’Autodromo di Monza perde l’appuntamento con una delle tappe storiche del mondiale delle derivate di serie, in quanto carente in fatto di sicurezza. Un gran peccato se si pensa alla quantità di pubblico che da sempre, dalla prima edizione del 1988, ha popolato numeroso gli spalti del Tempio della Velocità.

 

Qualche segnale era già arrivato lo scorso anno, quando entrambe le manches erano state annullate per la pioggia che allagava il tracciato (ok, era sceso veramente un diluvio universale) e per le bolle sull’asfalto in Parabolica (per le quali c’è ancora in piedi un’indagine della Magistratura). A poco è valso quindi l’intervento di riasfaltatura, che evidentemente non basta a sanare le carenze in fatto di sicurezza.

 

Carmelo Ezpeleta, patron Dorna, è stato molto chiaro: “Per i piloti Monza è troppo pericolosa, non possiamo costringerli ad andarci solo per soldi.” Nel Bel Paese resteranno quindi due appuntamenti con la SBK, quello di Imola a maggio, e quello di Misano a giugno.

Alessia Polita denuncia la sua città: "Non ha strutture per i disabili"

Alessia Polita, la pilota di Jesi costretta su una sedia a rotelle dopo l’incidente a Misano, accusa la sua città di non possedere adeguate strutture per i disabili.

 

Alessia Polita denuncia la sua citta non ha strutture per i disabili

 

La grande forza di spirito che Alessia non ha perso è di esempio per ognuno di noi e ci insegna che il modo migliore per affrontare queste situazioni che la vita ci mette davanti è quello di cercare di migliorare le cose, sempre.

 

Credo sia questo lo spirito con cui Alessia Polita ha denunciato la sua città per le scarse strutture per disabili che offre, soprattutto in riferimento alle possibilità di svolgere attività sportive, cui nessuno deve rinunciare.

 

Queste le parole di Alessia: ““Facevo snowboard, vela, motocross, ciclismo e correvo in pista. Come faccio ad arrendermi a stare qui? A ventisette anni non è possibile… Mi mancano le moto, i quindici minuti dietro la griglia di partenza, l’adrenalina della gara, i sorpassi, la bandiera a scacchi. Ero una zingara del paddock e dei circuiti, ed era così bello… La pista era casa mia e a volte tornavo a Jesi in vacanza. Il mio obiettivo è quello di tornare in sella. Faccio fisioterapia due volte a settimana, mi impegno e non ho intenzione di rinunciare ai motori, mio padre sta preparando la moto da cross per farla diventare una motard. Appena possibile andrò a girare in pista a Camerata Picena per allenarmi. La mia prima sfida è proprio quella, se salgo in sella ritornerò a essere l’Alessia di prima. Finché la moto non sarà pronta però, dovrò tenermi in allenamento ma Jesi, sebbene sia città europea dello sport non ha impianti per disabili. Noi possiamo fare solo tiro con l’arco. È deludente, ogni sport dovrebbe essere per tutti, anche per chi, come me, è costretto su una sedia. Qui non c’è nulla e per fare sport devo arrivare fino a Porto San Giorgio. Non mi rassegno alla diagnosi di Imola, le proverò tutte e credo molto nelle cellule staminali. Lo choc spinale dura sei-sette mesi prima della stabilizzazione, quindi in uno o due anni tutto potrebbe accadere. Ho tanta forza di volontà, ho coraggio e non intendo starmene qui seduta a fare nulla. Dietro alla disabilità ci sono tanti altri problemi e se le cellule staminali riuscissero a risolvere anche solo il problema fisiologico per chi è nella mia condizione sarebbe già tantissimo.

 

Sei grande Alessia!

Rossi wild card, verità o scusante?

Al termine del GP di San Marino, i temi per discutere sono molti e tra questi sembra fare (ovviamente) maggiore scalpore quello che vorrebbe definire Valentino Rossiwild card” per la stagione MotoGP 2013.

 

Rossi wild card, verità o scusante

 

Da questa dichiarazione, fatta da Graziano Rossi durante la trasmissione Fuori Giri, si sono scatenate le considerazioni più diverse: da un lato chi è d’accordo, chi pensa cioè che effettivamente Rossi debba riabituarsi a stare li davanti, che debba riprendersi dai due anni neri con Ducati; dall’altro i detrattori o anche solo quelli che ritengono improbabile una valutazione del genere.

 

Che si stia da una parte o che si stia dall’altra, qualche domanda in effetti sorge spontanea.

 

Possibile che un pilota perda l’abitudine alla vittoria? Possibile che due anni su una moto che evidentemente non riusciva a far andare come avrebbe voluto, possano ridimensionare in un certo senso le capacità di un pilota? E certamente non stiamo parlando di un pilota qualsiasi, ma di Valentino Rossi, uno che ad inizio carriera nel 2000 è salito sulla GP 500 a due tempi e ha rischiato di vincere il campionato nell’anno del debutto. Esattamente quello che sta succedendo nel 2013 con Marc Marquez, che questo campionato, ammettiamolo, può solo perderlo.

 

La storia della “wild card” suona in un certo senso un discorso già sentito tre anni fa. Valentino Rossi debutta con la Ducati e dopo le prime gare confessa che il lavoro è immane e che quella 2011 dovrà essere considerata come la stagione di ambientamento nella nuova realtà.

 

E se invece fosse semplicemente che “quei tre la” sono più forti? La forza di un pilota non può essere presa come riferimento certo e assoluto, ma va calata sempre nel momento storico in cui la si va a misurare. Del resto che male ci sarebbe a dire che oggi, con queste moto, con questa elettronica, con questi regolamenti, Lorenzo, Marquez e Pedrosa sono più forti? Dicendo così non si sta sminuendo la grandezza di un pilota che ha vinto come nessun altro e che ha saputo infiammare milioni di appassionati. Forse è questo che la gente non ancora capito o non vuole accettare.

Jorge Lorenzo imprendibile a Misano

Jorge Lorenzo si impone a Misano in maniera netta sul duo della Honda, raggiungendo a pari punti in classifica Daniel Pedrosa. Ora i due hanno un distacco di 34 punti da Marc Marquez.

 

Jorge Lorenzo imprendibile a Misano

 

Partito dalla seconda posizione in griglia, Jorge Lorenzo ha imposto, come solo lui sembra poter fare, un ritmo forsennato sin dal primo giro e mantenendo tempi costanti sul 1’34 basso per l’intera gare. Sembra in effetti che il pilota Yamaha abbia trovato una strategia decisamente proficua, che gli consente di mettere quei 2/3 secondi tra se e i suoi inseguitori già al primo giro e di conservare quindi il margine fino alla bandiera a scacchi. “Abbiamo migliorato moltissimo la moto nel warm up“, spiega Lorenzo al termine della gara. “Questo mi ha dato fiducia e ho potuto fare una partenza straordinaria. Gran gara, dopo che nelle prove avevamo faticato molto”.

 

Dietro bella battaglia tra i due della Honda. Pedrosa, saldamente in seconda posizione, ha visto risalire il compagno di squadra dalla 4.a posizione. A riaggancio avvenuto poi il giovane Marc ha passato Dani, conquistando  così il secondo gradino del podio, risultato che limita la perdita nei confronti di Lorenzo a soli 5 punti. Terzo Pedrosa che alla fine lamenta scarso grip a centro curva, oltre a confessare di avercela messa davvero tutta.

 

Al quarto posto, ancora una volta, un deluso e deludente Valentino Rossi, incapace di tenere il ritmo indiavolato di “quei tre là”, per dirla con le sue parole. Alla fine il suo distacco sarà di 15”, davvero tanto su questa pista, circa 1/2 secondo al giro.

 

Ecco la classifica completa:

 

Pos. Punti Num. Pilota Nazione Team Moto Km/h Data e ora/Distanza
1 25 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha Factory Racing Yamaha 161.0 44’05.522
2 20 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 160.8 +3.379
3 16 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 160.5 +7.368
4 13 46 Valentino ROSSI ITA Yamaha Factory Racing Yamaha 160.1 +15.062
5 11 6 Stefan BRADL GER LCR Honda MotoGP Honda 159.6 +22.355
6 10 35 Cal CRUTCHLOW GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 159.6 +22.599
7 9 19 Alvaro BAUTISTA SPA GO&FUN Honda Gresini Honda 159.1 +31.059
8 8 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 158.4 +42.702
9 7 69 Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 158.3 +44.858
10 6 51 Michele PIRRO ITA Ignite Pramac Racing Ducati 158.1 +47.818
11 5 38 Bradley SMITH GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 158.1 +48.011
12 4 5 Colin EDWARDS USA NGM Mobile Forward Racing FTR Kawasaki 157.2 +1’03.154
13 3 41 Aleix ESPARGARO SPA Power Electronics Aspar ART 157.0 +1’07.600
14 2 7 Hiroshi AOYAMA JPN Avintia Blusens FTR 156.5 +1’15.528
15 1 9 Danilo PETRUCCI ITA Came IodaRacing Project Ioda-Suter 156.4 +1’17.907
16 71 Claudio CORTI ITA NGM Mobile Forward Racing FTR Kawasaki 155.7 +1’29.655
17 14 Randy DE PUNIET FRA Power Electronics Aspar ART 155.4 +1’33.990
18 70 Michael LAVERTY GBR Paul Bird Motorsport PBM 155.3 +1’36.860

Marquez in pole position a Misano

Quasi ormai non fa più molto notizia, ci siamo abituati a vedere Marc Marquez davanti a tutti, e anche la pole position conquistata oggi a Misano conferma il trend superpositivo del rookie di casa Honda.

 

Marquez in pole position a Misano

 

Tempo stratorsferico di 1’32,915 e nuovo record del tracciato per lo spagnolo nr 93, che conquista la sesta pole stagionale  (su 13 totali) e si conferma se possibile ancor di più come uomo da battere. “E’ il pilota da battere: non solo è velocissimo nel singolo giro, ma anche sul passo” sentenzia Lorenzo, secondo davanti a Valentino Rossi.

 

Rossi è senz’altro molto soddisfatto perchè conquista la prima fila per seconda volta dopo il Sachsenring, quando però mancavano sia Lorenzo che Pedrosa. Un risultato importante, che arriva al termine di due giorni di lavori proficui, con Vale che ha girato sempre con gli stessi tempi di Lorenzo. “Dopo la caduta nelle FP4, speravo che Marquez andasse un po’ più piano, invece è andato perfino più forte! Per quanto mi riguarda sono soddisfatto: ho un buon ritmo sia con le gomme nuove sia con le usate. Marc ha un po’ di vantaggio, ma non è così lontano”, il commento di Valentino.

 

Daniel Pedrosa, scivolato nelle FP3, ha affrontato le FP4 e le QP2 con qualche timore e alla fine si deve accontentare della quarta posizione, davanti ad un ritrovato Cal Crutchlow ed ad un sorprendente Aleix Espargaro.

 

In terza fila, Stefan Bradl, Alvaro Bautista e il demoralizzato Andrea Dovizioso, che almeno in qualifica si sperava potesse essere più vicino ai primi, e che invece paga un ritardo di 1”423, davvero tanto su una pista da 1’33”.

 

Ecco la griglia di partenza:

 

1 93 Marc MARQUEZ SPA Repsol Honda Team Honda 285.9 1’32.915
2 99 Jorge LORENZO SPA Yamaha Factory Racing Yamaha 284.3 1’33.428 0.513 / 0.513
3 46 Valentino ROSSI ITA Yamaha Factory Racing Yamaha 282.1 1’33.573 0.658 / 0.145
4 26 Dani PEDROSA SPA Repsol Honda Team Honda 289.5 1’33.726 0.811 / 0.153
5 35 Cal CRUTCHLOW GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 280.1 1’34.014 1.099 / 0.288
6 41 Aleix ESPARGARO SPA Power Electronics Aspar ART 274.1 1’34.028 1.113 / 0.014
7 6 Stefan BRADL GER LCR Honda MotoGP Honda 286.9 1’34.098 1.183 / 0.070
8 19 Alvaro BAUTISTA SPA GO&FUN Honda Gresini Honda 286.7 1’34.230 1.315 / 0.132
9 4 Andrea DOVIZIOSO ITA Ducati Team Ducati 279.8 1’34.338 1.423 / 0.108
10 69 Nicky HAYDEN USA Ducati Team Ducati 281.6 1’34.362 1.447 / 0.024
11 51 Michele PIRRO ITA Ignite Pramac Racing Ducati 280.3 1’34.467 1.552 / 0.105
12 29 Andrea IANNONE ITA Energy T.I. Pramac Racing Ducati 282.5 1’34.519 1.604 / 0.052