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MotoGP, in Qatar brillano Yamaha e Dovizioso

E’ ripartita la stagione, l’abbiamo aspettata (come ogni anno del resto) per tutto l’inverno e finalmente siamo di nuovo in quella parte dell’anno con le gare di moto. Le aspettative ogni anno sembrano sempre elevate, almeno un po’ più elevate della stagione precedente. Se il prologo della nuova stagione è quello che abbiamo visto in Qatar, penso assisteremo ad una stagione decisamente avvincente.

A voi è piaciuta la gara? A me si, indiscutibilmente. Prodigioso il debutto di Vinales, orgogliosa la Ducati di Dovizioso, Highlinder il quasi quarantenne Valentino Rossi. Ingredienti per un podio che alla fine parla prevalentemente italiano, e lo fa a gran voce sia con 2 piloti su 3 che con 1 moto su 3.

Yamaha, sembra la più completa nel pacchetto moto-pilota

La Yamaha va forte, cavoli se va forte, sia sul dritto che nelle parti guidate. Sembra dimostrare forza nei cavalli con una maneggevolezza da ballerina. Il tema gomme cerca sempre di prendere il grosso della scena, Valentino ha lamentato poco feeling con l’anteriore e le cadute (anomale a dir la verità) di Iannone e di Zarco (altro fenomeno?) sembrano confermare l’ipotesi. Certo, chi può dire quanto effettivamente hanno influito sui risultati l’umidità e le condizioni di scarsa aderenza?

Ducati, che divario tra i due piloti ufficiali

Quello che ha colpito tanto e tutti è il forte contrasto tra la prestazione di Dovizioso e quella del neo team-mate Lorenzo. Se il forlivese si è di fatto giocato la vittoria, lo spagnolo ha remato nelle retrovie dall’inizio alla fine. Le difficoltà emerse già nei primi test si sono confermate nella dura realtà di Losail. Bisognerà inventare qualcosa di importante per risollevare il mondiale del nr. 99.

Aprilia, una grande rientro

E poi voglio dire qualcosa su Aprilia. Ragazzi, se quel diavolo di Espargaro riesce a far andare la moto di Gresini in questo modo anche sugli altri circuiti, avremo di nuovo un’altra casa italiana (e storica) in un mondo che ne ha sentito la mancanza per tanto tempo. Bello, bello, bello. Se migliora anche la telecronica di Meda siamo a cavallo…

fonte immagini: motogp.com

Marc Marqeuz dominatore potrebbe chiudere il mondiale ad Aragon

Marc Marquez, la sua stagione da record

Una stagione così non si era mai vista. Un solo pilota capace di monopolizzare i primi 8 gran premi, un punteggio in classifica mondiale così rotondo da far invidia a Giotto. 200 punti significa 8 vittorie su 8 gare disputate. Se a Barcellona e ad Assen non avesse “sbagliato” la Q2, l’en plain si sarebbe esteso anche alle pole position.

Marc Marqeuz dominatore potrebbe chiudere il mondiale ad Aragon

Ma alla fine allora, è un campionato che ci piace oppure (e lo direi con estremo rammarico) il predominio assoluto del nr 93 della Honda non fa altro che ammazzare ulteriormente uno spettacolo già non troppo vigoroso?

Parliamoci chiaro, lungi da me sminuire la portata dell’impresa di Marc Marquez. Credo sia il campione più talentuoso che si sia mai visto nella storia della MotoGP e del motociclismo in generale, probabilmente anche più di Valentino Rossi. Certo però che se già i pronostici (di questi tempi difficilmente smentibili) parlano di un Marquez vincente anche in Germania, cosa si può fare per tenere alta l’attenzione del grande pubblico?

I sostenitori dello show a tutti a costi diranno che anche il solo vederli guidare è uno spettacolo unico al mondo. Verissimo, ma volete mettere con qualche bella sportellata e con duelli all’ultimo colpo (lecito) come ai bei vecchi tempi?

MotoGP 2014, un campionato nel campionato

Il Campionato degli altri, quelli che fanno un altro sport, ormai è diventato realtà e non solo una virtuale classifica nella classifica: Valentino Rossi arriva in Germania fresco del rinnovo biennale che lo lega alla Movistar Yamaha MotoGP sino alla fine della stagione 2016. Attualmente, condivide a quota 72 punti la seconda piazza della classifica iridata con il compagno di squadra di Marquez, Dani Pedrosa. Andrea Dovizioso e Jorge Lorenzo faranno il possibile per dare continuità al bel risultato di Assen (il primo, quello sulla Ducati) e per provare a dare una svolta ad una stagione dai toni decisamente cupi (il secondo, quello sulla Yamaha nr 99).

Staremo a vedere che succede, appuntamento per questo weekend sia su Sky che su Cielo.

Valentino Rossi e Yamaha rinnovano per altri due anni

Valentino Rossi in Yamaha, forse fino a fine carriera

Dopo le consistenti voci che davano incertezza sul futuro di Valentino Rossi con la Yamaha, arriva finalmente la definitiva notizia del rinnovo per l’ulteriore biennio 2015 e 2016.

Valentino Rossi e Yamaha rinnovano per altri due anni

Gli ottimi risultati che il nove volte Campione del Mondo sta ottenendo in questa stagione, dominata da un alieno di nome Marc Marquez, hanno condotto a questa decisione, con grande soddisfazione di tutti, pilota e direttore tecnico in primis.

Lin Jarvis:

Sono molto felice di aver raggiunto l’accordo con Valentino per il 2015 e il 2016. Da quando è rientrato in Yamaha nel 2013 si è trattata di un’esperienza positiva per tutte le persone coinvolte. Dopo due anni difficili ‘lontano da casa’ Valentino è tornato l’anno scorso non solo per noi, ma anche per la sua adorata YZR‐M1. Gli appassionati di corse di tutto il mondo sono stati felici nel rivederlo nuovamente competitivo e tornare a divertirsi sulle due ruote. Il ‘fattore divertimento’ è fondamentale affinchè Valentino ottenga risultati – infatti quando arrivò la prima volta nel 2004, uno delle motivazioni più importanti del suo passaggio in Yamaha fu il suo desiderio di creare un ambiente in cui poteva realmente divertirsi in gara. Il suo divertimento è palese a tutti coloro che lo incontrano durante le tappe della MotoGP™ o che guardano la gara in tv: tutto questo si riflette negli ottimi risultati di questa stagione in cui occupa attualmente la seconda posizione nel Campionato del Mondo. Siamo felici di aver Valentino ancora con noi per altri due anni e mezzo, fino alla fine della sua carriera sportiva e oltre.

Valentino Rossi:

Sono molto felice di aver firmato ancora con Yamaha e di poter continuare insieme in MotoGP™ per i prossimi due anni. Sono davvero orgoglioso di questo annuncio, per me molto importante: perchè mi trovo bene con tutti i ragazzi del team, europei e giapponesi, che sono stati con me durante tutta la mia carriera. Era questo il mio obiettivo: volevo continuare qui, mi sento bene e sono motivato a fare del mio meglio. Sono molto felice di poter guidare ancora la YZR‐M1, che è stata il mio amore per tante stagioni, così come lo è quest’anno e lo sarà anche per i prossimi due. Ringrazio davvero tutti, cercherò di dare il massimo per arrivare davanti in ogni gara!

Valentino Rossi: “La vittoria al Mugello è una questione d’onore”

Il Dottore non usa mezzi termini, al Mugello l’obiettivo è vincere

Non sarà affatto semplice, ma almeno sulla carta Valentino Rossi punta indiscutibilmente al bottino pieno sul tracciato più spettacolare del mondo, che tante volte lo ha visto trionfare, sette volte consecutive nelle annate 2002-2008. Una questione d’onore, insomma, un po’ perchè da sempre questo (e non solo per Vale) è il gran premio di casa, un altro po’ perchè quello di domenica sarà il Gp numero 300 per il nove volte Campione del Mondo.

Valentino Rossi- La vittoria al Mugello è una questione d'onore

Quali sono gli ostacoli che Rossi dovrà superare?

Rossi dovrà dunque scendere in pista determinato a lasciarsi alle spalle un bel po’ di “problemi”: lo ‘zero’ dello scorso anno, quando cadde al primo giro, l’esuberanza di un Marc Marquez che di certo non starà a guardare, ma punterà alla sesta vittoria stagionale, un compagno di squadra Jorge Lorenzo che, alla ricerca della forma psico-meccano-fisica (passatemi il termine) perduta, potrebbe ritrovarla proprio sul circuito toscano, dove ha vinto nelle ultime 3 edizioni.

Le dichiarazione del nr 46 all’arrivo in circuito

Sono molto felice di andare al Mugello. È una bellissima pista e mi piace tantissimo. In palio ci sono sempre 25 punti come nelle altre gare, ma il Mugello è una questione d’onore. Jorge ha vinto le ultime tre edizioni con la Yamaha, facendo gare fantastiche, questo sta a significare che la M1 è molto competitivo su questa pista. Questo fine settimana per me sarà il mio GP numero 300 e non ne sono particolarmente felice: perché vuol dire che sono vecchio! Ma sono in gran forma e posso ancora essere molto veloce.

Marc Marquez vince anche in Francia, e fa 5

5 vittorie, da 5 pole position in 5 gare

È indiscutibilmente un predonimio assoluto quello che Marc Marquez sta dimostrando in questa stagione MotoGP 2014. Nessuno sembra in grado di impensierire nemmeno lontanamente il Campione del Mondo che anche quando sbaglia partenza e rimane intruppato nelle retrovie, impone il suo ritmo, va a riprendere uno dopo l’altro i suoi avversari e se li beve con una facilità e una superiorità disarmanti.

Marc Marquez conquista la quinta vittoria di fila a Le Mans

Facciamolo partire sempre dietro

Una affermazione forte, che magari susciterà qualche disappunto in termini di sicurezza. Ma ragazzi, lo spettacolo della MotoGp è morto se non lasciamo Marc Marquez dietro a far rimonte come quella di oggi. Il talento di Cervera ha infatti disegnato una rimonta capolavoro che al 10º giro fino alla seconda posizione dietro a Valentino Rossi. Non passa molto tempo per sorpasso anche sull’italiano, autore in realtà di un lungo.

Il campionato dei secondi

Se non si potrà far partire Marquez sempre dalla decima posizione in giù, allora prepariamoci a seguire un campionato dei secondi, di quelli (cioè tutti tranne Marquez) che continuano a fare un altro sport, forse lo sport che hanno sempre fatto e che mai avevano visto fare in un altro modo. Bene dunque il secondo posto di Valentino Rossi, sempre più padrone del box Yamaha dove Jorge Lorenzo continua a combattere più contro se stesso che contro i reali problemi alla moto. Ottimo il podio conquistato da Alvaro Bautista che se lo combatte quasi fino all’ultimo con la rivelazione del weekend, Pol Espargaro, sempre protagonista tra i cordoli di Le Mans.

A Jerez, Marc Marquez fa poker

4 vittorie nei primi 4 GP, partendo sempre dalla pole

L’impresa non riusciva a nessuno dal 2003 quando Valentino Rossi in sella alla Honda conquistò l’ambito poker vittorie/pole position. Ieri Marc Marquez ha eguagliato anche questo primato, vincendo la sua quarta gara consecutiva sul circuito di Jerez, davanti a oltre 115.000 spettatori.

Marc marquez fa poker a Jerez

Un’impresa in tutti i sensi

La vittoria di ieri elimina anche il brutto rapporto che il Campione del Mondo di Cervara aveva da sempre con la pista di Jerez, sulla quale non aveva mai vinto. Insomma, un week-end impeccabile che lascia davvero pochi spazi agli avversari, che hanno potuto soltanto lottare per le posizioni meno pregiate del podio.

Valentino Rossi conquista il suo secondo podio di stagione

Bellissima gara di Valentino Rossi, che conquista così il secondo podio di stagione davanti all’eterno secondo (di casa Honda HRC) Daniel Pedrosa. Il pesarese ha saputo mantenere un buon ritmo, riuscendo a contenere anche il recupero di Pedrosa nel finale di gara. Prestazione ancora opaca invece per Jorge Lorenzo, in crisi con le gomme e quarto all’arrivo a oltre 8 secondi dalla vetta.

Classifica sempre più favorevole a Marc Marquez

Con i 25 punti di ieri, Marc Marquez consolida un avvio di stagione perfetto, a punteggio pieno. I 28 punti di vantaggio su Daniel Pedrosa, e i 39 su Valentino Rossi danno una chiara idea su come potrà essere il prosieguo di un campionato che ad oggi appare già scritto.

MotoGP in Argentina, Marc Marquez fa tris

Marc Marquez si aggiudica anche la gara in Argentina

Non accadeva dal 1971, quando un certo Giacomo Agostini iniziò la stagione con 3 pole position e 3 vittorie. Un altro grande risultato che, se ce ne fosse ancora bisogno, sancisce l’infinito talento del pilota spagnolo Campione del Mondo, che anche qui in Argentina si mette dietro il compagno di squadra Daniel Pedrosa e un ritrovato Jorge Lorenzo.

Podio MotoGP Argentina, Marquez davanti a Pedrosa e Lorenzo

La pista nuova non intimidisce Marquez

Se qualcuno aveva avanzato qualche dubbio sul risultato finale, lo aveva fatto in relazione al fatto che forse le carte sarebbero state mischiate dall’elemento pista, che nessuno aveva mai visto. E invece, anche sul tracciato nuovo, il fenomeno di casa Honda conduce una gara di intelligenza: partito non proprio velocissimo, ha pian piano ricucito il distacco dal fuggitivo Lorenzo, per poi sopravanzarlo e seminarlo a 10 giri dal termine.

Daniel Pedrosa e Jorge Lorenzo completano il podio

Daniel Pedrosa conclude un’ottima gara al secondo posto. Il ritmo di Marquez era insostenibile, quindi, escluso lui, si può dire che Dani abbia vinto la gara degli umani, precedendo Jorge Lorenzo che completa il podio. Il majorchino sembra aver ritrovato lo smalto che gli si addice, partendo a fionda come solo lui sa fare. Purtroppo però la stanchezza alle braccia non gli ha consentito di rispondere alla rimonta di Pedrosa che nel corso del penultimo giro lo ha privato del secondo posto.

I risultati nelle retrovie

Quarto posto per Valentino Rossi, in polemica con Stefan Bradl (quinto al traguardo) che, nel tentativo di superarlo, gli ha fatto perdere terreno dai primi. A detta del Dottore, senza questo inconveniente, il podio era a portata di mano. Bellissima gara per Andrea Iannone, sesto al traguardo a soli 19 secondi dal vincitori, finalmente davvero consistente e capace di giocarsela con i migliori. Male invece Andrea Dovizioso, solo nono addirittura dietro anche a Bradley Smith e Pol Espargaro.

Jorge Lorenzo: “In Argentina, confido nel recupero della situazione”

Speranze di rivalsa per Jorge Lorenzo in Argentina

Jorge Lorenzo ha bisogno di ribaltare la situazione. Anche se siamo solo alla terza gara, il ritardo in classifica di 44 punti da Marquez è già molto ampio, soprattutto considerando lo spessore dei piloti conn cui il majorchino dovrà vedersela nel prosieguo del campionato. In Argentina quindi, il nr 99 della Yamaha dovrà per forza trovare la quadra per un risultato di spessore.

Jorge Lorenzo pensa al futuro del campionato

Mettere a posto moto e testa, questo l’obiettivo di Lorenzo

Ovviamente non è l’inizio della stagione avevo sognato“, ammette Lorenzo. “Ma sono abbastanza fiducioso che possiamo ripristinare la situazione. Non è facile digerire quel che è successo ad Austin, ma cerco sempre di vedere le cose positivamente anche se non navighiamo in acque tranquille.” L’errore in partenza sul circuito texano erano il segno che qualcosa non funziona a dovere non solo nella moto, ma anche (e forse soprattutto) nella testa del pilota, che evidentemente quest’anno subisce maggiormente le pressioni psicologiche di una stagione decisamente in salita.

La strategia migliore in questi casi dovrebbe essere quella di non soffermarsi sul passato, ma cercare di concentrarsi esclusivamente sul futuro: “Sto soltanto pensando all’Argentina e non vedo l’ora di correre lì il più presto possibile. Essere in pista è il modo migliore per dimenticare e penso che il mio personale campionato inizierà proprio laggiù. Sarò stimolato dal correre davanti ai tifosi argentini e di potere fare una buona gara“.

La crisi di Jorge Lorenzo, si urla già che il campionato è finito

Avvio di stagione molto complicato per Jorge Lorenzo

Per gli appassionati di storia, bisogna tornare indietro almeno 5 o 6 stagioni per trovare risultati paragonabili a quelli ottenuti da Jorge Lorenzo nei primi due appuntamenti della stagione MotoGP 2014. Da allora il talento della Yamaha non aveva mai mancato le prime 5 posizioni in due gran premi di fila.

La crisi di Jorge Lorenzo, si urla già che il campionato è finito

È già crisi oppure la situazione può essere ribaltata

In questi giorni post Austin, il tormentone è ormai sempre lo stesso, si urla già alla crisi profonda del maiorchino, che secondo i più dovrebbe già considerare il mondiale appena iniziato irrimediabilmente compromesso e chiuso. Vero è che un binomio Marquez-Honda come quello visto nelle prime due gare non lascia enormi margini di manovra, anche se dall’altro canto, nel motociclismo può sempre succedere di tutto e battezzare un mondiale come finito alla seconda gara, mi pare qualcosa di decisamente sproporzionato.

Che Jorge Lorenzo sia un po’ in crisi credo sia innegabile. Non va però dimenticato chi è Jorge Lorenzo, un pilota che negli anni ha sempre dimostrato una capacità di concentrazione fuori del comune, una personalità granitica e un carattere che molto spesso lo ha aiutato a schiacciare gli avversari non solo con il cronometro, ma anche con la psicologia.

Quali possono essere gli elementi che hanno determinato la crisi?

Sicuramente due sono gli elementi che, sotto gli occhi di tutti, stanno influenzando negativamente lo stato mentale di Lorenzo. In primis, il già nominato binomio Marquez-Honda, la cui superiorità tecnica metterebbe in soggezione chiunque. Il secondo elemento è senz’altro imputabile allo stato di sviluppo della M1 che quest’anno, già dai test invernali, ha dato segnali abbastanza evidenti di una carenza rispetto all’altra rivale giapponese.

Si legge in rete anche di un terzo elemento di negatività per Lorenzo, e cioè la ritrovata forma e competitività del suo compagno di squadra Valentino Rossi. Senza nulla togliere ai progressi fatti dal nove volte Campione del Mondo (che in ogni caso in Qatar è sempre andato bene e in Texas ha chiuso ottavo), è mia personalissima opinione però che questo non determini in Jorge particolari stress, visto che negli ultimi anni, a moto a posto, il nr 99 è sempre stato più veloce (e in alcuni casi non di poco) del pesarese.

MotoGp ad Austin, il disastro Yamaha è colpa di Bridgestone

Bridgestone nel mirino di Yamaha per il disastro di Austin

Sembra che l’unico  imputato per il disastroso risultato di Yamaha ad Austin siano le gomme Bridgestone, che su questa M1 non paiono davvero funzionare a dovere. Al termine della gara, jump start a parte, sia Jorge Lorenzo che Valentino Rossi sparano a zero sulle coperture, riportando gravi problemi di tenuta nell’arco della gara.

Weekend da dimenticare ad Austin per Valentino Rossi

Jorge Lorenzo, un errore da amatore

Ero distratto in quell momento e ho fatto un grosso errore in partenza. Subito dopo ho solo cercato di spingere al massimo, per ottenere il miglior risultato possibile, ma la corsa per me era  ormai compromessa. Voglio chiedere scusa a tutta la squadra per aver rovinato la mia gara, ma almeno non sono caduto perché in una situazione del genere è facile commettere un errore e farsi male. La cosa buona è che ho ottenuto i miei primi punti in campionato, ma ovviamente non era il nostro obiettivo per questo weekend.

La musica non cambia Valentino Rossi

Abbiamo distrutto completamente il pneumatico anteriore sul lato destro. In realtà avevo avuto lo stesso problema durante il weekend, ma non si era mai manifestato così. Questa mattina avevamo un buon passo e con uno pneumatico usato ho potuto fare tutto il Warm Up, quindi eravamo abbastanza fiduciosi. Purtroppo dopo sette o otto giri l’anteriore era andato e ho dovuto girare tre secondi più lento.